Il filo del destino (9 parte)

Salve a tutti carissimi lettori!

Vi presento la seconda serie del mio romanzo a episodi!

Un forte abbraccio pieno d’affetto e buona lettura! 🥰

Elga. Matite colorate e grafite su foglio A4.

Città metropolitana di Milano, ore 00,40

Una donna era seduta sulla sedia accanto al tavolo; La stanza era fiocamente illuminata dalla debole luce dorata emanata dalla lampada, che andava a posarsi sugli eleganti mobili scuri laccati e decorati con arabeschi d’oro. Una meravigliosa canzone lirica femminile dalla voce angelica accompagnata dal pianoforte imperversava a basso volume nella grande sala facendo da delicato sottofondo musicale. La penombra data dalla debole illuminazione, metteva in risalto i lineamenti delicati del viso della donna, incorniciato dai capelli castani dal taglio a caschetto corto. Era totalmente rilassata. Le labbra carnose e lisce avvolte dal rossetto cremisi, erano piegate in un leggero sorriso mentre i suoi occhi neri accarezzavano il calice contenente del vino rosso che teneva stretto per lo stelo facendolo ondeggiare delicatamente fra le dita della mano destra; lo accostò lentamente alle labbra e posò il bordo del calice sul labbro inferiore per annusare la fragranza della bevanda dalla tonalità sanguigna. L’aroma speziato ed aromatico che emanava le invase l’olfatto, lentamente e con eleganza sollevò il lussuoso bicchiere e fece scivolare sulle labbra il prezioso distillato che le invase la bocca con il suo sensuale gusto di uve raffinate; filtro stregato dal colore del sangue e dall’aroma seducente, un vero sciroppo divino che portava i pensieri alla perdizione. Dopo aver bevuto sospirò profondamente di piacere, sentiva già la gola bruciare e il sangue ribollire nelle vene e appagata da quel sapore ardente, posò il calice sul piano del tavolo. In quel momento udì dei passi lenti ma decisi che incedevano verso di lei, non fece in tempo a voltarsi che sentì delle labbra prepotenti scorrerle sulla guancia sinistra fino all’angolo della bocca, quel gesto carico di desiderio non la infastidiva ma rimase immobile.

«Ogni giorno penso a quanto vorrei vedere quel dannato gioiello brillare sul tuo petto…» le disse Ivan con un sussurro sulle labbra mentre le sfiorava con dita leggere la pelle delicata e fremente del collo fino allo sterno, la donna artigliò la mano di Ivan stringendola con forza.

«Sono stufa di aspettare, avete rintracciato quella donna e non siete stati in grado di fare niente, solo parole inutili come lo sono i membri di questa organizzazione!» la donna si alzò di scatto dalla sedia, il suo corpo dalle forme armoniose e ben fatte era avvolto da una vestaglia di raso nero dalla scollatura vertiginosa; si mise dinanzi a lui guardandolo negli occhi in modo altero. «Posso assicurarti che abbiamo fatto il possibile. Il nostro piano iniziale prevedeva l’allontanamento di Elga dai suoi affetti più cari in modo da renderla vulnerabile e ha funzionato», si apprestò a rispondere Ivan con decisione, lei puntò il suo sguardo tagliente a metà fra il fastidio e la rabbia sulla figura imponente dell’uomo, come se volesse sfidarlo. «Lo spero per voi», aggiunse con tono quasi intimidatorio. Lui la guardò astioso mentre si allontanava passandogli davanti lasciando al suo passaggio una scia di profumo speziato.

Città metropolitana di Milano. Ore 12.00

Un’automobile bianca del taxi si fermò dinanzi ad una grande villa a due piani con ampio giardino frontale completamente arido. «la ringrazio, buona giornata», dal veicolo scese Elga, portava con sé una pesante e capiente borsa nera che reggeva a fatica. L’auto si allontanò velocemente e lei rimase sola ad osservare ammutolita e con lo sguardo velato di tristezza quel grande edificio che si stagliava dinanzi a lei, dall’apparenza spettrale e con le pareti stinte. Il cielo era coperto dai nuovoloni grigi e nell’aria si respirava un forte odore di terra bagnata, segno che stava per iniziare a piovere. Un flashback improvviso si impadronì della sua mente, i ricordi della sua esistenza passata con Carlo e Francesca iniziarono a scorrere come i fotogrammi di un film, lasciandole il gusto amaro della nostalgia. Era ritornata nella casa dove abitava tre anni fa, per lei rivivere quei ricordi fu un duro colpo di emozioni contrastanti e spiacevoli, non si sarebbe mai immaginata di dover ritornare in quella città e fare i conti con il suo passato. Da quando era partita la mattina presto aveva trascorso il viaggio con l’ansia addosso e si accorse che quel giorno a Milano stava piovendo esattamente come il fatidico giorno che fuggì da quella villa, la similitudine degli eventi la fece rabbrividire. Dalla tasca dei jeans prese un mazzo di chiavi e nervosamente si avvicinò al grande cancello in ferro arrugginito e lo aprì a fatica, poiché la ruggine aveva compromesso la serratura. Appena oltrepassò la soglia sospirò e si guardò attorno, il giardino che ricordava rigoglioso e fiorito ora si presentava ai suoi occhi come una landa desolata, vi erano solo rami secchi sparsi, terra scura coperta di erbacce e grandi alberi dalla chioma incolta. Un tavolino e delle sedie in metallo anch’esso arrugginito, erano abbandonati sul terreno. Camminò lentamente con il cuore che le batteva forte per i ricordi che riemergevano alla vista di ogni particolare di quella casa; una macchia di colore rosso che faceva capolino fra il fogliame appassito di un ramo caduto da un’albero attirò la sua attenzione, si chinò e scostò le foglie; si trattava di una piccola bambolina di pezza vestita con un abito rosso. Il volto di Elga si contrasse in un’espressione addolorata. Prese la bambola fra le mani e la guardò con gli occhi lucidi, se la strinse forte al petto. Le ritornò alla mente che la bambola era il giocattolo preferito di Francesca, gliel’aveva regalata suo padre per il 5°compleanno. Il vento iniziò a soffiare con forza agitando le fronde degli alberi producendo un lugubre ululato e iniziarono a cadere le prime gocce di pioggia, Elga aprì la porta d’ingresso ed entrò lentamente nell’abitazione buia. Prese il suo smartphone dalla borsa e avviò la torcia LED del flash per orientarsi poiché non vi era più corrente elettrica. Vide che tutto era uguale a come lo aveva lasciato, gli oggetti e i mobili erano coperti di polvere e ragnatele, nonostante fosse la sua casa si sentiva a disagio a causa dei fantasmi del passato che ritornavano a tormentarla.

Liguria, città di Avila. Ore 12,45

Francesca era in ansia nell’attesa di ricevere una chiamata da parte di sua madre, era partita la mattina presto e ancora non le aveva fatto sapere niente se era arrivata a Milano. La ragazza non perse ugualmente la mattina a scuola e con evidente distrazione e disgusto ascoltava la voce della professoressa. La rincuorava il pensiero che fra poco più di un’ora sarebbe tornata a casa e poi sarebbe uscita a mangiare un gelato in spiaggia con le sue amiche per distrarsi.

«Elga se n’è andata», disse Alex faticando a guardare Leonardo negli occhi. Entrambi erano seduti al tavolino esterno del bar situato nella piazza principale. «Quando è andata via?», domandò Leonardo incredulo. Alex gli rivolse un’occhiata sfuggente, «È partita a Milano stamattina all’alba. Non dire niente a Marina, per favore», Leonardo aggrottò la fronte e i suoi occhi scuri divennero due fessure fiammeggianti, « Alex, non mi è venuto nemmeno in mente di nominarla con Marina. Sai che non lo farei mai poiché so bene che le due donne sono nemiche», «Elga è andata a Milano per regolare i conti con il suo passato. Ieri mattina ci siamo visti e per il momento abbiamo messo in pausa la nostra relazione. Mi ha confessato che un tempo era un membro della Fondazione Indigo, e l’hanno trovata a causa di Marina che fingeva di essere sua amica per riportare ai suoi superiori ciò che faceva quella povera donna che ignara del complotto che stavano cucendo alle sue spalle, continuava a rivelarle la sua vita», Alex bevette la birra dal boccale tutto d’un fiato per l’agitazione. «Mi dispiace per Elga, ma non mi è chiaro il motivo della sua fuga. Perché è scappata da Milano come un criminale? Cosa ha fatto per attirare su di sé l’ira dei membri della Fondazione? Ci deve essere un motivo valido, poiché loro sono sempre stati amici della mia famiglia e non mi sono mai sembrate persone poco raccomandabili. Se puoi spiegarmi meglio la situazione di quella donna te ne sarei davvero grato» commentò Leonardo leggermente stizzito. Alex non seppe cosa rispondergli poiché nemmeno lui conosceva la reale motivazione che la spinse a fuggire. ,«Alex, ti si legge perfettamente negli occhi che non lo sai nemmeno tu, se vuoi un consiglio, lascia quella donna, dimenticala e vai avanti con la tua vita. Cosa ci stai a fare con una donna di cui non conosci niente ma solo stralci criptici del suo passato? »L’uomo si alzò di scatto dalla sedia evidentemente innervosito da quella discussione, «Leo, ogni volta che parliamo di lei torniamo sempre su quell’argomento. Si hai ragione, di Elga non so niente, né chi è la sua famiglia d’origine, né il suo passato. E non so nemmeno se un giorno la rivedrò. Sai, anch’io ho bisogno di essere sicuro di chi sto frequentando, e sinceramente mi sono stancato di questo mistero che permane nella sua vita», Anche Leonardo si alzò, «sono contento di sentirtelo dire. Significa che stai recuperando la tua vita di prima, secondo me meriti di meglio, non devi sprecare la tua vita appresso di una donna che non mostra un minimo di sincerità nei tuoi confronti. Ti confesso che sono sempre stato contrario a questa relazione» Si avvicinò e gli diede una pacca sulla spalla, «Alex, hai ancora un’intera vita davanti, non sprecare il tuo tempo ad aspettare una donna che non ti merita. Ci sono così tante donne là fuori che aspettano un uomo sincero e leale con il quale formare una famiglia. Tu è questo che vuoi, giusto?» Alex esitò per un’attimo prima di rispondere poi annuì, «Si, Leo. Il mio obbiettivo era quello di creare una famiglia con Elga, avrei voluto una compagna sincera al mío fianco e i miei dubbi nei confronti di quella donna sono molti. Ora che lei è partita questi dubbi sono aumentati».

«Mi è venuta una bella idea per far sparire i suddetti dubbi dalla tua mente. Che ne diresti di uscire tutti insieme stanotte per andare a bere qualcosa e divertirci? Aggiungendo qualche bella donna per te e per gli scapoli del gruppo, che ne dici del programma per la serata?» gli disse Leonardo divertito, le sue labbra si piegarono in un sorriso furbo e malizioso. «Leo, mi sembra un bel programma. Ci voleva proprio una serata di sano divertimento per farmi dimenticare certe delusioni. Accetto volentieri, era da tanto tempo che non uscivamo in gruppo per conto nostro» «così ti voglio, amico! Tu quando senti parlare di donne non sai resistere, mi sembra difficile vederti accasato per tutta la vita per come ti conosco! E da ciò che ho appena sentito, Elga ti ha stufato ma non volevi ammetterlo. Secondo me, voi fuori dal letto non andreste d’accordo!» Leonardo scoppiò a ridere. Alex tuttavia, non sembrava affatto divertito, il suo volto si fece cupo non appena udì le parole di scherno pronunciate da Leonardo.

Elga continuava ad esplorare la sua casa, si trovava al piano superiore dove erano situate le camere. Non appena entrò in quella che fu la sua camera da letto quasi le mancò il respiro, un nodo le bloccava la gola togliendole il fiato, tirò la tenda che copriva il finestrone della terrazza e aprì la finestra per prendere un po’d’aria. Respirò a pieni polmoni l’aria fresca e lentamente si riprese dal torpore che le stritolava il collo e il petto come se si trovasse intrappolata tra le spire di un serpente. Gli oggetti sopra i comodini e il letto sfatto era come l’aveva lasciato l’ultimo giorno, ricoperto con delle lenzuola blu intenso ora rovinate e scolorite. Fece scorrere una mano sul cuscino rivestito dalla fodera in raso come se volesse percepire su di sé ciò che rimaneva delle carezze e dell’amore di Carlo rimasto impresso su quelle lenzuola che accolsero la loro ultima notte insieme. Aprì l’armadio e vide ancora tutti i loro vestiti ben sistemati negli scaffali, sentì ancora tracce del profumo che indossavano in quei capi ora abbandonati dove l’odore del tempo si era infiltrato nella trama dei tessuti. Passò dinanzi al grande specchio verticale con la cornice dorata appeso alla parete e in esso vide il riflesso di una donna distrutta dagli eventi. Quel riflesso che le parve lo spettro di sé stessa le diede il coraggio di andare avanti e non farsi nuovamente prendere dallo sconforto. Doveva vincere quella paura del passato e affrontarlo per vivere intensamente il presente.

Elga udì il telefono squillare e si ridestò dai pensieri vide che era Francesca a chiamarla e rispose immediatamente. « Ciao Francy»

«Ciao Mamma, sei arrivata a Milano? Ti ho chiamata perché ero preoccupata, non ti sei fatta sentire neanche con un messaggio… comunque posso rimanere poco poiché sto telefonando di nascosto dal bagno della scuola», «Si sono a Milano. Il viaggio è stato molto pesante a livello emotivo ed ora mi trovo nella nostra vecchia casa, quindi puoi immaginare come mi sento» Elga si sforzò di mostrarsi rilassata con sua figlia per mascherare l’ansia che in realtà la stava consumando. «Ti capisco. Non è facile rivivere quei terribili momenti, vorrei tanto essere lì con te per darti coraggio… purtroppo devo chiudere prima che la professoressa si insospettisca, mi sono tranquillizzata ora che so che stai bene. Un forte abbraccio, ti chiamo quando esco da scuola, ok?» disse frettolosamente la ragazza guardandosi attorno che non ci fosse nessuno appena uscì dal bagno.«Va bene, allora ci sentiamo dopo carissima, un forte abbraccio anche a te» Una volta interrotta la telefonata, Elga si sentì in colpa per non aver informato la figlia del suo arrivo talmente era presa dal turbine di emozioni che l’avevano avvolta. Si voltò per posare il cellulare sul comò di fianco a lei e vide una foto che la ritraeva insieme alla famiglia di Carlo, i suoi occhi si soffermarono sulla donna accanto a lui, in quel momento venne colta da uno scatto d’ira, «maledetta!» esclamò e con un gesto deciso scagliò il portafoto contro il pavimento. Prese nervosamente la borsa ed uscì dall’edificio. Ferma sulla soglia del cancello, si guardò attorno ancora una volta, e ancora una volta quel tuffo nel passato le fermò il respiro: i ricordi si materializzarono così vivi e dolorosi dentro di lei da rammendare ogni dettaglio. A piedi si incamminò orgogliosamente per il lungo il viale asfaltato come se conoscesse già la meta da raggiungere. Il vento soffiava forte e il cielo era coperto di nuvole, qualche goccia di pioggia iniziò a scendere picchiettandole le spalle e la nuca ma non se ne curò granché, non le importava se piovesse o se ci fosse il sole. Mentre camminava si voltava ad osservare le abitazioni e si accorse che non era cambiato quasi niente dall’ultima volta. Nei giardini vide sempre gli stessi volti delle persone che incontrava abitualmente e che ora, mentre facevano finta di spazzare le foglie secche dal terreno, la guardavano sott’occhio con fare indagatore come se non avessero il coraggio di avvicinarsi a lei, pensò che probabilmente tutti la credevano morta ed ora la vedevano come un fantasma. Rise fra sé a quel pensiero, quelle pettegole erano sempre le solite. Dopo circa mezz’ora, si fermò dinanzi ad una grande villa con un giardino esterno molto curato e ricco di piante e fiori di vario genere, suonò il citofono per qualche secondo e rispose una signora,« Chi è?», «Esca fuori e mi vedrà il volto» rispose Elga prontamente. La donna riconobbe quella voce, “non può essere lei…” pensò fra sé. Corse ad aprire la porta e appena vide Elga il suo viso sbiancò di colpo, rimase immobile sulla soglia a fissarla con gli occhi sgranati. «Sei Elga?! Cosa ci fai nuovamente qui?!» esclamò iperventilando. «Cosa pensavi che fossi morta? Mi spiace per te ma per me non è ancora arrivato il momento di sprofondare all’inferno» commentò in modo inflessibile con la voce colma di risentimento. La donna non riusciva a muoversi, sentiva le gambe pesanti come macigni e il respiro divenne ansimante, era totalmente divorata dall’ansia. « Cosa vuoi da me? Dopo che mio figlio è scomparso a causa tua ti permetti di presentarti qui? Vattene immediatamente, non voglio nemmeno vederti!» gridò duramente. Elga non era affatto intimorita, la fissava negli occhi con fierezza sfidandola con lo sguardo. «Tu che sembravi tanto raffinata mi parli a urla dall’uscio della porta? Non sembri affatto un’aristocratica. Per educazione e rispetto si fa entrare la gente a casa per parlare in privato, non a urla nella strada come pescivendoli» precisò con tono tagliente. La donna aprì il cancello elettronico dall’interno permettendole di entrare. Guardava Elga di traverso infastidita mentre avanzava verso di lei con orgoglio. Mentre Elga entrava nella porta d’ingresso i loro sguardi si incrociarono pericolosamente, la suocera vide negli occhi della donna un fuoco che ardeva dal desiderio di vendetta. «Sei l’ultima persona che avrei voluto vedere nel resto della mia esistenza. Voglio sapere perché sei tornata» «È facile da capire, signora Alida. Voglio l’atto di affidamento del diamante, mi appartiene di diritto» Alida scosse il capo incredula, «tu sei pazza, non vedrai mai quel documento! Dopo che l’hai rubato vieni a chiedermi anche il testamento di famiglia?! » Elga tirò fuori dalla borsa un pezzo di stoffa, nel quale vi era avvolto il prezioso gioiello, prese fra le dita la catenella e fece ondeggiare il pendente a un palmo dal volto della donna. «Non l’ho rubato. Carlo era mio marito e questo mi spetta dinanzi alla legge. È un bene ereditario e lui l’ha donato a me, quindi non ti appartiene più. Sono ritornata qua per farvi stare al vostro posto, cari membri della Fondazione

In quel momento rientrò in casa un giovane uomo, il quale appena vide Elga, rimase impietrito, «Cosa ci fai in casa nostra?» domandò immediatamente. «Marco ci sei anche tu ora, sappi che non sono affatto contenta di rivederti. Sono venuta per riprendermi il testamento di affidamento del diamante e andarmene da questa casa di merda» disse altezzosamente. «Esci immediatamente fuori da questa casa!» le ordinò nervosamente Marco alzando la voce. «Vedi di rivolgerti a me con rispetto, testa di cazzo! Ti ricordi cosa hai fatto pur di strapparmi dalle braccia di Carlo?» rispose Elga a tono. Alida era confusa, non riusciva a comprendere cosa stesse accadendo mentre guardava inerme la scena del litigio fra i due. Voleva solamente che Elga se ne andasse al più presto da casa sua. La donna si allontanò dal salone ed entrò in una stanza che fungeva da studio. Si avventó sulla scrivania e aprì il cassetto, dal quale estrasse una scatola lignea contenente una pistola. Impugnò l’arma e ritornò nel soggiorno, «Pagherai per ciò che hai fatto alla nostra famiglia!» esclamò con voce spezzata mentre puntava la pistola contro Elga.

CONTINUA…

50 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Wow Ely! Ci siamo, ci siamo proprio: descrizioni davvero belle e coinvolgenti. La storia procedere bene e i dialoghi sono ben fatti.
    Brava, brava, brava! 😍😘

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao Ale buongiornissimo!!! 🙋 Grazie infinite di cuore!!! 😘♥️🤗 Ne sono davvero felicissima!!! 🥰🥰🥰

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Continua così che vai benone! 🙂

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  2. imperfectum ha detto:

    Brava Ylenia… 😘😘😘

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie infinite di cuore!!! 😍😘🤗♥️

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  3. eleonora zizzi ha detto:

    Bella storia! Buongiorno!😊

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buongiorno anche a te!!! 😘🤗 Grazie infinite di cuore!!! ♥️♥️♥️

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  4. Gianluca Brescia ha detto:

    Buongiorno Ylenia Ely 😊 complimenti 🤗☺ ora aspetto la 10^ parte 😀 molto bello anche il disegno! 🙂

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buongiorno anche a te e buon inizio settimana!!! 😘🤗 Grazie infinite di cuore per il tuo meraviglioso commento!!! ❤️
      Fra qualche giorno uscirà il nuovo capitolo sempre più carico di enigmi e intrighi! 😉🥰
      Ti rivelo una piccola curiosità: Per il romanzo ho scelto una serie di disegni in bianco e nero dove coloro solo gli occhi e le labbra per rappresentare con il bianco e nero la dualità buona/cattiva dei personaggi e le parti colorate si riferiscono alle emozioni e all’amore con i simboli più significativi occhi e labbra 🥰

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      1. Gianluca Brescia ha detto:

        Buon inizio di settimana anche a te 😊🤗 allora aspetterò il prossimo capitolo 😀 ho notato nei precedenti capitoli che tutti i disegni sono in bianco e nero tranne il rossetto di Elga ma non ho mai pensato a questo particolare 😂

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      2. Yleniaely ha detto:

        🥰🥰🥰❤️😁 È pieno di sorprese questo romanzo! 🤣

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  5. PASSA UNA BELLA GIORNATA CARISSIMA ELY BUON INIZIO SETTIMANA 🌷😊🙋❤

    Piace a 3 people

    1. Yleniaely ha detto:

      Ciaooo!!! 🙋🥰 Grazie infinite di cuore!!! 😘❤️
      Buon inizio settimana anche a te!!! 🥰😘🤗💖
      Un forte abbraccio pieno d’affetto!!! ❤️❤️❤️

      Piace a 1 persona

  6. Roser ha detto:

    Beautiful, Ely! 😍👏🏼

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 🥰❤️😍
      Thank you so much for your fabulous comment!!! 💖
      I send you a very big hug full of affection and have a great Monday!!! 😘🤗🥰❤️💐

      Piace a 1 persona

  7. silvia ha detto:

    Bellissimo e sempre più intrigante, brava! 😉

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie infinite di cuore!!!! 🥰🥰🥰😘♥️

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  8. linienspiel ha detto:

    My compliments, Ely.
    Great sequel and I really like your writing and drawing style! ❤️🤗🌟

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 😍🥰😘❤️
      I’m so glad!!! 🥰🥰🥰
      Thank you so much for your fabulous comment!!! 🥰
      I send you a very big hug full of affection!!! 😘🤗💖💐💞

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  9. Fantom Caligo ha detto:

    Ciao Ely
    Vedo che la storia si sta evolvendo sia nella trama che nella struttura. Bella l’idea tipo Spy story, con i differenti orari. Il finale decisamente da thriller . Aspetto il seguito

    Piace a 1 persona

    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao!
      Grazie mille di cuore per il tuo commento!!! 😃😁
      Fra qualche giorno uscirà il prossimo capitolo sempre più ricco di mistero! 😉
      Sto cercando di unire thriller e romantico, una cosa simile ai film recitati da Gabriel Garko che ho adorato, ti confesso che ho provato a creare una mia serie che si accostasse a quel genere narrativo/fiction, da quell idea di base è nato il mio romanzo 😁

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  10. Fantom Caligo ha detto:

    Ho visto, L’ idea è interessante, sopratutto perché il romance puro faccio fatica a leggerlo. Spero in qualche bomba nucleare o cataclisma apocalittico😈😈😈. Ok, sto esagerando. Mi fermo qui

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    1. Yleniaely ha detto:

      Piccola anticipazione: Qualcosa di simile succederà! 😉

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  11. forresting365 ha detto:

    Uh oh!!! A gun can’t be good!!!! Well done, Ely! And yet another gorgeous drawing! I’m excited to see what happens! Huge hugs! 🤗💕😊

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 😘🥰🤗♥️
      I send you a very big hug full of affection!!!! 🤗🤗🤗💕💫🥰🥰🥰

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      1. forresting365 ha detto:

        Absolutely!!! Sending huge hugs right back and looking forward to Your next instalment!!! 🤗❤️🌷☀️😊

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  12. Antonio75colacchi ha detto:

    Wow
    Descrizione fantastica
    La foto meravigliosa

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao! 🙋
      Grazie infinite di cuore!!! 🥰
      Grazie mille per il tuo meraviglioso commento!!! 😁🥰

      "Mi piace"

  13. Doree ha detto:

    Uh oh, it’s getting intense! ❤️❤️❤️

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 😘❤️❤️❤️
      Love and mystery intertwine in the new chapter!🥰

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      1. Doree ha detto:

        I’ll wait patiently 😉🥰🤗

        Piace a 1 persona

      2. Yleniaely ha detto:

        🥰😘🤗❤️❤️❤️ I send you a very big hug full of affection!!! ❤️

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  14. fantasyadilaura ha detto:

    Perdona la mia assenza, ho avuto un po’ di traversie che mi hanno fatto perdere il filo di Elga & C. Sempre più avvincente, bravissima!

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciaooo Laura! 🙋🥰 Grazie infinite di cuore per il tuo meraviglioso commento!!! 🥰 Ti ringrazio tantissimo per essere passata sul mio blog! 🥰
      Sono davvero felicissima che ti piaccia, un grazie enorme!!! 😍♥️♥️♥️
      Ti mando un abbraccio fortissimo pieno d’affetto!!! 🤗💖💖💖

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  15. Nonna Pitilla ha detto:

    Devo dirti che ho notato una certa differenza di stile dall’inizio ad ora, le prime parti forse con descrizioni un po’ dilatate e dialoghi meno incisivi, in questa parte ci leggo una svolta notevole, le descrizioni più strigate e incisive i dialoghi più serrati che ti lasciano la voglia del sapere di più! Credo che sarà sempre meglio, davvero brava continua cosi!

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie mille di cuore!!! 🥰😍😘❤️ Ho studiato meglio il metodo di scrittura e mi sono esercitata molto da qui in poi, mentre le prime parti erano scritte più di getto più grezze, poi ho imparato a rendere più dettagliati i dialoghi e le situazioni, sono felicissima di sapere di essere migliorata! 😃😃😃 Grazie mille per il tuo meraviglioso commento!!! ❤️❤️❤️

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  16. Nonna Pitilla ha detto:

    Si sente che hai fatto un lavoro sulla scrittura, continua così perché hai tutto per fare delle buone cose!!

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    1. Nonna Pitilla ha detto:

      Adesso vado a nanna , domani continuo!

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      1. Yleniaely ha detto:

        🥰😘❤️ Grazie mille di cuore!!! 💖🌹Buonanotte, un abbraccio pieno d’affetto e sogni dolcissimi!!! 😘🥰💖💖

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  17. dia43 ha detto:

    Bellissimo capitolo. La storia si fa sempre più intricata e misteriosa. Sono proprio curiosa di scoprire come procede. Il tuo genere di scrittura rispecchia molto il mio di lettura nel quale non mi sono ancora cimentata del tutto. Le descrizioni sono favolose. Riesci a far attivare tutti i sensi in chi legge. Brava, brava e ancora brava!

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciaooo Laura!!! 🙋🥰
      Grazie infinite di cuore!!! ❤️
      Sono così felice ed emozionata!!! 😍❤️❤️❤️
      Oggi ho pubblicato il nuovo capitolo e sto scrivendo il prossimo! ❤️

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      1. dia43 ha detto:

        Ho visto…brava sono felice per te❤

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      2. Yleniaely ha detto:

        Grazie mille di cuore!!! ♥️♥️♥️

        "Mi piace"

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