Il filo del destino (10 parte)

Salve a tutti carissimi lettori!

Vi presento il nuovo capitolo del mio romanzo, attenzione agli spoiler!!! Per chi non avesse letto il capitolo precedente, leggere prima qui: Il filo del destino (9 parte)

Buona lettura! 😃

«Mamma sei impazzita?! Posa immediatamente quell’arma!» le ordinò Marco temendo che la madre potesse commettere una terribile azione. «Non prima di essermi vendicata! Non ricordi tutto ciò che ha fatto alla nostra famiglia?!» gridò Alida colma di rabbia mentre continuava a tenere saldamente la pistola. Elga non mostrava alcun segno di timore, si ergeva fieramente dinanzi alla donna armata guardandola dritta negli occhi. «Sei una persona orribile, avresti il coraggio di uccidere la madre di tua nipote? Non pensavo che tu fosti una donna così squallida…» disse Elga schifata da quel gesto meschino.

La mano di Alida tremò leggermente come se avesse avuto un attimo di esitazione al sentire quelle parole. «Stai zitta!» gridò furente. «Mamma calmati, per favore» Marco si avvicinò lentamente tendendole la mano, «dammi quella pistola e vai a riposare».

«Elga, esci da questa casa. Ora smettila anche tu, allontanati e non tornare» disse con tono calmo ma imperioso voltandosi verso di lei. «Siete solamente dei bastardi, sono io che non voglio più vedervi!» Elga uscì dall’edificio a passo svelto sbattendo la porta con forza. Fuori pioveva a dirotto. Con sé non aveva nemmeno un ombrello ma non le importava. Si diresse silenziosamente verso la sua abitazione mentre il cielo inondava di pioggia il suo corpo, come se volesse far scorrere le sue lacrime su di lei.

Liguria, città di Avila, ore 14.00

Francesca stava pranzando con i suoi zii Daniela e Antonio, per tutto il tempo non aveva proferito parola, teneva gli occhi bassi sul piatto e mangiava lentamente della pasta alla carbonara. «Francy, stai bene? Da quando sei rientrata da scuola non hai detto una parola» Le disse Daniela. «Non iniziare a stressarla con le tue preoccupazioni. Se non ha voglia di parlare non è obbligata, hai dimenticato che Elga è appena partita? E ora Francesca si trova a stare in una casa dove non è mai vissuta.» Antonio scocciato lasciò cadere la forchetta sul piatto di porcellana bianca. «É per questo motivo che le ho chiesto come sta, non ho sentito nemmeno Elga!» Francesca sbuffò sollevando gli occhi al cielo, era seccata da quel cenno di lite tra i due. «Non si è fatta sentire così l’ho chiamata io. Era tesa, si sentiva. La casa, tutti quei ricordi…si sentiva che stava male » disse con tono abbassato per il dispiacere. «É tutta la mattina che non faccio altro che pensare a tua madre. Poteva almeno mandarci un messaggio invece di lasciarci sulle spine. Adesso le faccio una telefonata, voglio sapere come sta»

«Infatti le ho detto che l’avrei richiamata dopo la scuola» aggiunse Francesca. Si alzò e andò a prendere il cellulare dalla tasca dello zaino lasciato con noncuranza sul pavimento del soggiorno. Francesca compose il numero di Elga sulla tastiera. Mentre attendeva la risposta, camminava nervosamente avanti e indietro nella sala da pranzo. «Ciao Mamma, tutto bene?» In sottofondo si udiva lo scrosciare della pioggia che scendeva copiosamente. «Ciao Francy, si sto bene. Sto rientrando ora a casa» disse Elga distrattamente mentre apriva la porta d’ingresso. «Dove sei andata?» domandò con curiosità.Elga sospirò, non avrebbe voluto dirle dello scontro avvenuto con i parenti di Carlo, ma doveva farlo per rispetto nei confronti della figlia. «Sono andata da tua nonna paterna. Ti dico già che non è stata una visita di cortesia, sono andata a riprendere il testamento di affidamento del diamante, è successo un casino guarda…»Francesca sussultò, «Cos’è accaduto?», Elga mise la chiamata in vivavoce e salì le scale che portavano alla zona notte dell’appartamento ed entrò nella camera da letto. «Come le ho detto di consegnarmi il testamento è impazzita. Mi ha minacciata con una pistola intimandomi di allontanarmi da quella casa altrimenti mi avrebbe uccisa. Fortunatamente è arrivato Marco e l’ha fermata, quella donna mi ha sempre odiata e ora ne ho avuto la conferma»Francesca rimase terrorizzata dall’accaduto, non pensava che sua nonna potesse arrivare ad uccidere la madre per un testamento. Daniela che nel frattempo stava sparecchiando la tavola, vide la ragazza immobile con il volto velato da un’espressione spaventata;«Sei ancora in linea? Pronto?» Elga continuava a parlare ma lei non rispose, credette che fosse caduta la linea telefonica. Un nodo alla gola bloccò le parole che Francesca non riuscì a pronunciare a causa dello shock.«Francy sei diventata bianca come un cencio, spero che non sia accaduto nulla a tua madre, passami il telefono» Daniela si allarmò e prese il cellulare dalle mani della ragazza. «Elga tutto ok? Tua figlia è sbiancata all’improvviso cosa le hai detto? mi state facendo preoccupare…»«Ciao Daniela, Da quando sono arrivata a Milano ho avuto parecchie esperienze drammatiche. Rivedere la casa dove abitavo e ripercorrere quegli attimi di tensione è stato già di per sé terribile a livello emotivo. Successivamente, mi sono recata a casa di Alida per riprendermi il testamento, sai bene di cosa si tratta. Certo che appena sono arrivata a casa sua non mi sono prostrata ai suoi piedi, eh no ora basta le prese per il culo, non sono più la tonta che aveva conosciuto quando ho sposato Carlo, che incassavo i colpi bassi senza lamentarmi per mantenere il quieto vivere» Spiegò con soddisfazione mentre si toglieva i vestiti fradici d’acqua. «Hai fatto bene, quella gente non ti ha mai rispettata, l’unico membro della famiglia Fontana che ti ha amata sinceramente è stato Carlo» commentò Daniela. «Alida appena mi ha vista sembrava che avesse visto un fantasma, non si aspettava che sarei tornata a riprendermi ciò che mi spetta di diritto. Le ho immediatamente fatto presente che volevo il testamento ed in quel momento è uscita fuori di testa, ha preso una pistola e mi ha minacciata di morte. In casa c’era Marco e l’ha fermata»

«Per fortuna che non ti ha uccisa…non ritornare più in quella casa, per favore. Non puoi rischiare la vita per un pezzo di carta…il diamante ce l’hai non hai bisogno di altro. Mi chiedo ancora perché hai abbandonato la tua nuova vita per tornare a Milano. Non ti legava più niente a quella città» Daniela iniziò a temere per la vita della sorella, sapeva a cosa sarebbe andata incontro se avrebbe proseguito con il suo desiderio di vendetta, ma ogni rimprovero fu vano, «Non preoccuparti, so cosa sto facendo. Devo scoprire chi è veramente la famiglia Fontana, ci sono degli enigmi che non sono mai riuscita a comprendere, devo scavare a fondo nella loro storia e temo che dovrò ritornare in quella casa, per questo mi serve quel dannato documento e lo recupererò ad ogni costo» Daniela scosse il capo, qualsiasi tentativo di farle cambiare idea era inutile, doveva rassegnarsi ad accettare le scelte di Elga. «Non ti rimprovero oltre poiché sei talmente testarda che parlerei solo al vento! Cerca solo di riservare la tua vita…e ora cosa farai? Come vivrai in quella casa abbandonata senza corrente elettrica e acqua?»

«Per oggi mi arrangio, domani chiamo le rispettive sedi per rinnovare subito il contratto per l’allaccio dell’acqua della corrente. Stasera cerco i documenti. Prima di procedere con il mio piano, devo sistemare la casa poiché da ora in avanti dovrò viverci, volente o nolente. E Francesca dov’è? Non la sento più, prima era spaventata per ciò che le ho raccontato» Daniela si voltò e vide che la ragazza era sdraiata sul divano con la testa piegata sul petto e il viso dall’espressione colma di tristezza. «Francy è qua, vuoi che le passo il telefono?»

« Sì, voglio salutarla. Spero che la sua giornata a scuola sia andata bene, non deve essere stato facile neanche per lei stare senza di me così all’improvviso. Statele sempre vicini con il vostro affetto, ne ha molto bisogno in modo che non senta troppo la mia mancanza», «Non ti preoccupare per questo. Lo sai che per noi è come una figlia» Daniela si avvicinò alla ragazza e le porse il cellulare, «Francy, tua madre ti vuole salutare», «Mamma torna in Liguria, cosa ci fai in mezzo a quegli infami? non credevo che mia nonna fosse una persona così orribile…mi fanno solo schifo per come ti hanno trattata e mi vergogno di essere parte della loro famiglia…» disse con rabbia, era profondamente addolorata. «Francy tu non c’entri nulla con le questioni degli adulti. Non ci pensare più, esci con i tuoi amici, studia e divertiti come facevi sempre. Queste cose le risolvo io, ok? Non devi vergognarti del tuo cognome, tuo padre sai bene che era una persona meravigliosa e non hai niente a che fare con i miei problemi, la mia è una questione molto diversa, con loro sono successe varie cose ancora prima che tu nascessi. «Stai tranquilla» la incoraggiò Elga.

Francesca rispose dopo un lungo attimo di silenzio pieno di malinconia, non poteva non pensarci poiché era comunque la sua famiglia e le faceva male che sua nonna si sia comportata in quel modo orribile. « Cercherò di non pensarci troppo… proprio stasera dovrei vedermi con le mie amiche per andare a mangiare un gelato al mare», «Va bene, però non rientrare troppo tardi per non disturbare i tuoi zii e mantieni sempre pulita e in ordine la tua camera, soprattutto studia e fai i compiti come sempre, non lasciarti influenzare dai problemi degli adulti, goditi la tua vita che hai solo 16 anni ed è giusto che alla tua età tu sia spensierata. Chiamami e mandami messaggi ogni volta che vuoi» Elga era commossa mentre parlava. «Grazie mamma, ci sentiamo dopo» Quella telefonata lasciò una nota di amarezza in Francesca, non voleva essere messa sempre da parte con la scusa che era ancora un’adolescente, era capace di comprendere tutto perfettamente.

Si alzò dal divano, raccolse il pesante zaino dal pavimento e se lo caricò sulle spalle, andò in cucina dove Daniela stava iniziando a lavare i piatti, «zia vado in camera, dopo devo uscire con le mie amiche a mangiare un gelato al mare»«Va bene, ma non fare tardi» «A più tardi zio», si rivolse affettuosamente ad Antonio che sfogliava il giornale seduto al tavolo mentre beveva il suo caffè pomeridiano, il quale distolse lo sguardo dal quotidiano e le rivolse un caldo sorriso come risposta.La ragazzina sorrise a sua volta e si diresse verso l’ingresso che portava alle camere.«Mi dispiace per Francesca, spero che sua madre non sia così incosciente da mettersi in pericolo. Elga è una donna troppo impulsiva, a volte mi chiedo se si ricorda di avere una famiglia…»«Hai ragione Antonio, è palese che la situazione peggiorerà se Elga continuerà ad inoltrarsi nei segreti della famiglia di Carlo…spero che vada tutto bene.»

Città metropolitana di Milano.

La misteriosa donna con i capelli corti neri era seduta su una poltrona nera di velluto mentre leggeva attentamente uno scritto sullo schermo del suo tablet da dieci pollici. Si alzò e andò dinanzi al camino elettrico appeso alla parete. Fissò il quadro dove al suo interno danzavano delle lingue di fuoco artificiali. Il rosso ardente delle fiamme si fondeva con il colore caldo dei suoi espressivi occhi castani venati da pagliuzze dorate che si diramavano dall’anello aureo che incorniciava la pupilla, creando un contrasto di colori impressionante. Un veloce flashback improvviso si impadronì della sua mente, vide per qualche secondo la scena di una casa incendiata e delle urla di terrore. Quei pochi attimi le provocarono una forte emicrania che la fece ansimare, si massaggiò le tempie per alleggerire quella profonda fitta alla testa. «Non ora…» Disse con la voce spezzata per il dolore.

«Ivan sono Marco Fontana, scusa se ti disturbo ma devo comunicarti un fatto urgente accaduto poco fa», disse con serietà. Ivan era in riunione con i membri della Fondazione alla sede principale. «Sono in riunione, non ho tempo di stare al telefono. Passo direttamente a casa vostra, è meglio discutere in privato» precisò l’uomo in modo irremovibile. «D’accordo. Allora ci vediamo dopo» Marco non poté che annuire di malavoglia, anche se avrebbe voluto comunicargli immediatamente l’accaduto. «Glielo hai detto?» domandò immediatamente Alida.«Non può stare al telefono ora. Ha detto che passa a casa nostra più tardi, vuole parlare di persona», «É meglio così. Poiché ho deciso di rivelargli i fatti accaduti quel maledetto giorno che morì tua sorella Carmela»Marco sussultò, «Mamma, perché vuoi dirglielo? Ti sei sempre rifiutata di farlo, non sei obbligata a dire tutti i fatti della nostra famiglia al Capo anche se facciamo parte della fondazione» la rimproverò.

Alida divenne pensierosa e il suo volto assunse un’espressione addolorata, Marco la guardava in attesa di una risposta, non era d’accordo con la decisione della madre. «Appena ho rivisto Elga ho ricordato quei terribili momenti…A Ivan voglio dirglielo per vendetta, voglio che sappia che quella donna si trova qui, almeno la toglieranno di mezzo una volta per tutte. Credimi Marco, quando Dario è venuto a casa e mi ha detto che Elga era ancora viva, non potevo crederci che fosse vero…e come l’ho vista con i miei occhi ho desiderato eliminarla, non posso sopportare che lei sia in vita e due miei figli sono morti a causa sua…» Finì con le lacrime agli occhi. l’abbraccio cercando di consolarla, Alida strinse le mani sulla camicia del figlio e nascose il viso fra le sue braccia che la cingevano con amore. «quella donna è il demonio…» disse singhiozzando. Marco non osó ribattere per non continuare a darle altre preoccupazioni, ma non volle credere che ElgAlidaa fosse realmente la responsabile dei due tragici eventi, voleva credere fino in fondo che si trattava di coincidenze.

Liguria. Città di Avila. Ore 22.05

Alex, Leonardo, Marina e un’altra ragazza erano riuniti attorno ai tavolini del bar della piazza gremita di persone. Quella notte faceva molto caldo nonostante fosse solo il 2 giugno, sembrava proprio di essere in piena estate.«Era molto tempo che non uscivamo insieme, come ti sembra essere nuovamente libero?» sogghignò Leonardo.«Normale, già stare insieme ai miei amici mi fa sentire meglio» sorrise e bevette un lungo sorso di birra dal boccale. «Tuttavia non ho capito perché non hai voluto chiamare anche gli altri, ci saremmo divertiti di più in gruppo, non ti sembra?» Commentò Leonardo facendogli notare che erano in pochi. «Mi va bene così, volevo condividere la serata con i miei amici più stretti» rispose Alex abbozzando un sorriso. «Devo presentarti una persona» annunciò Marina, indicando la ragazza con i capelli rossi ondulati seduta al suo fianco.«Lei è Nives, una mia cara amica. Mi ha chiesto di te e ho voluto portarla con noi, scusa se mi sono permessa» disse con una nota di falsità. Alex si voltò verso la ragazza, la quale abbassò timidamente lo sguardo per un attimo. Alex rimase colpito dagli occhi limpidi come l’acqua marina della giovane, poteva specchiarsi in essi per quanto erano trasparenti. «Piacere di conoscerti, Nives. Hai un bellissimo nome, non l’avevo mai sentito» le disse con voce calda. La ragazza piegò in un sorriso amorevole le labbra carnose avvolte dal vellutato rossetto amaranto, non smetteva di guardare i movimenti di Alex. «Forse non è un nome molto comune» rispose imbarazzata. Leonardo e Marina si scambiarono uno sguardo d’intesa dopo aver visto Alex e Nives, sembravano presi l’uno dall’altra. Alex si alzò dalla sedia e fece due passi, « Perché non andiamo a farci un giro? C’è caldo, non riesco a stare seduto troppo tempo»«Per me va bene, e voi?» domandò Leonardo agli altri, i quali annuirono. «Prima entriamo al bar? Ho voglia di mangiare un gelato, e voi li volete? Offro io» ammiccò Nives« Sì, buona idea, ci vuole un gelato per rendere più sopportabili le prime calure estive» annuì Alex rivolgendo un’occhiata veloce alla ragazza. «Io no, non mi piace il gelato dopo la birra…» disse Marina contraendo il naso in una smorfia di disgusto. Dopo qualche minuto, uscirono dal bar e si incamminarono nelle vie affollate del centro.

Città metropolitana di Milano.

Alida mentre leggeva un libro udì il suono del campanello, “Chi è a quest’ora?” pensò seccata vista l’ora, erano quasi le 22,35 e nessuno aveva mai bussato alla porta di casa sua durante la notte, il pensiero che si trattasse di Elga la fece trasalire violentemente. Aprì il cassetto della credenza dove erano contenute le porcellane e prese la pistola, accuratamente nascosta fra la biancheria. Andò alla porta e avviò il citofono con la telecamera che fece installare da Marco quella sera. «Chi sei? Non aspetto nessuno a quest’ora» disse con decisione. «Non si preoccupi, non sono un ladro» Alida riconobbe la voce di Ivan e aprì il cancello dall’interno. «Entra, ora avviso Marco»Alida nascose nuovamente l’arma nel cassetto e diresse nel corridoio, bussò alla porta della camera del figlio. «Marco, è arrivato Ivan», «Mi cambio d’abiti e arrivo» rispose lui. Alida ritornò nel salone ed aprì la porta, «prego, entri. Non aspettavo visite, mi scusi» disse Alida guardando quasi intimorita la figura alta e imponente dell’uomo.Ivan entrò in casa orgogliosamente guardandosi attorno.«Non si preoccupi. So bene che non sarei dovuto venire così tardi, però mi urgeva sapere cosa è accaduto di così importante in questa casa da permettere a Marco di chiamarmi» disse elegantemente ma con decisione. «Le assicuro che si tratta di una questione estremamente importante, altrimenti non si sarebbe permesso di disturbarla» Marco arrivò nel salone, « Buonasera Ivan. La ringrazio per essere venuto a casa nostra» L’uomo annuì col capo poi disse, «Non perdiamo altro tempo prezioso, ditemi cosa è accaduto» si sedette sul sofà rivestito di tessuto damascato color crema.Alida sospirò profondamente, era molto agitata, «Elga è tornata a Milano» disse con gli occhi bassi, sentendo queste parole, Ivan corrucciò la fronte e i suoi occhi azzurri divennero due fessure ardenti di rabbia. «A Milano?! Che cosa è venuta a fare?» esclamò alzando la voce. «È venuta per mettersi contro di voi. E questa volta è decisa a portare a termine i suoi loschi piani. Si è presentata a casa mia e mi ha minacciata, voleva che le consegnassi il testamento di affidamento del diamante» spiegò la donna con tono tremante. Ivan seguiva attentamente le parole di Alida trattenendo il nervoso.«Voglio sperare che lei non abbia ceduto alle provocazioni di quella donna. Dov’è il testamento?» Domandò immediatamente e con durezza.«Ce l’ho io, non ho ceduto assolutamente e le ho intimato di andarsene, per la prima volta in vita mia ho minacciato una persona con una pistola. Non sarei voluta arrivare a tanto, quel gesto mi ha fatta sentire una sporca criminale, e io non sono questo…»

Alida scoppiò a piangere per l’azione che aveva commesso, ma non per Elga poiché la odiava. Ivan divenne pensieroso e si strinse il mento fra il pollice e l’indice della mano destra per qualche secondo.«Menomale. Ci sono altri dettagli?»Alida si asciugò le lacrime con un fazzoletto che le porse Marco, « Sì, aveva il diamante con sé, me l’ha mostrato per farmi un dispetto, per vantarsi che ora l’aveva lei mentre nominava spudoratamente mio figlio Carlo, alludendo che l’avesse ereditato e le spettava di diritto» disse con la voce roca e tremante per lo sfogo avvenuto poco fa.« Buono a sapersi. Significa che possiamo agire senza troppe difficoltà e riprenderci il gioiello. È a conoscenza del luogo dove abita e se ha portato qualcuno con sé?» Il volto di Ivan assunse un’espressione rilassata ma non smetteva di mantenere saldo il contatto visivo con la donna, rimanendo in attesa di risposte più chiare. «Purtroppo non so con chi sia né dove abita. Dovrete indagare attraverso la vostra rete di contatti.»Ivan non replicò, prese il suo smartphone dalla tasca interna della giacca nera, ed iniziò a picchiettare velocemente le dita sul touchscreen. « C’è dell’altro che dovete dirmi?» domandò sollevando il capo avvolto dai capelli nerissimi tirati all’indietro.Alida annuì, «Ho deciso di rivelarle il motivo per cui ero contraria al matrimonio di Elga e Carlo. C’è una motivazione molto più profonda di una semplice antipatia o gelosia come molte persone hanno avuto modo di pensare. Si ricorda l’accaduto del 19 aprile del 2013, Quando le famiglie dei membri della Fondazione si sono riuniti per l’ultima volta nella mia proprietà?» Ivan nell’udire quella data, trasalì e nella sua mente iniziarono a prendere forma delle immagini terribili che avrebbe preferito dimenticare; un’abitazione distrutta ed invasa dalle fiamme. «Non dimenticherò mai quel giorno, non è possibile togliersi dalla memoria quei momenti terribili, nessuno ha mai scoperto il responsabile che ha appiccato l’incendio nella tua villa. Le vittime nessuno deve dimenticarle e le indagini sono state chiuse troppo presto» disse nervosamente, nella voce si insinuò un velo di tristezza. « Fra le vittime c’era sicuramente mia figlia, il suo corpo tuttavia non è mai stato ritrovato e questo mi ha sempre dato la speranza di pensare che lei sia ancora in vita da qualche parte. C’è sempre stato qualcuno che odiava Elga, mirava a lei e invece ha sempre pagato la mia famiglia. Prima Carmela poi Carlo, tutti incidenti collegati» spiegò Alida con tono di voce abbassato per il dispiacere.«Mi spiace molto, mi ricordo perfettamente. Prendiamo un’ipotesi, su chi ricadrebbero le sue colpe? Chi odiava Elga a tal punto da volerla uccidere?» Domandò Ivan«Scusi ma non mi sento bene…» disse Alida sofferente mentre si allontanò verso la cucina. «Mia madre non era pronta a rivelare questo particolare così doloroso della nostra famiglia e non so il motivo per il quale ha voluto farlo. Non insista oltre, per favore» Marco si intromise nella discussione per bloccare il discorso che provocò un malore improvviso alla donna.

Ivan si alzò dalla poltrona, «Lo so che è doloroso per lei, ma la questione interessa molto da vicino anche me poiché la vostra famiglia ha creato la fondazione e non posso che essere toccato dall’evento come Capo degli stessi» Ribatté, rivolgendo un’occhiata fulminea a Marco, il quale dovette smettere di replicare poiché stava parlando con il Capo e poteva essere rischioso rivolgersi a lui in malo modo, «Ha ragione, però oggi mia madre ha avuto molte esperienze forti che l’hanno segnata, rivedere Elga e ora raccontarle della scomparsa di mia sorella non è stato facile e io non posso che essere d’accordo con lei» abbassò il tono della voce. «Comunque sia, un’altro giorno tornerò ed approfondiremo la questione, ora che mi ha detto della possibile colpa di qualcuno molto vicino ad Elga voglio indagare a fondo. Arrivederci e buona serata». Marco lo accompagnò fino all’esterno del cancello, «Buona serata anche a lei, grazie per la visita, arrivederci», lo salutò con rispetto stringendogli la mano, Ivan abbozzò un sorriso ed entrò nella lussuosa auto nera parcheggiata fuori dall’abitazione. Marco rientrò in casa e spense la luce del soggiorno, andò alla finestra e tirò leggermente la tenda per aprirsi uno spiraglio dove poter guardare.Ivan era ancora lì, vide che era al telefono. Marco lo guardava insospettito e rimase lì fino a quando non vide l’auto scivolare via nell’oscurità della notte.

Elga era seduta sul letto della sua camera mentre rivedeva i documenti contenuti all’interno delle cartelle, la sala era illuminata da una piccola lampada a LED da tavolo alimentata dalle batterie che Elga posizionò sopra il comodino di fianco al letto. Si alzò e si chinò per aprire l’ultimo cassetto del comò per controllare se ci fossero altri documenti, ciò che vide la lasciò stranita; trovò gli album delle fotografie tutti aperti e le foto di famiglia erano sparse e tagliuzzate, altre ridotte in brandelli. Prese gli album ed iniziò a sfogliarli nervosamente, non era rimasta neanche una foto integra, notò che le parti dove era presente Carlo erano totalmente sparite. “Qualcuno si è introdotto in casa, non ho tagliato le foto prima di andarmene tre anni fa” pensò.Le parve molto strano poiché appena entrata poche ore fa aveva trovato tutto integro come il giorno in cui aveva lasciato l’abitazione, non vi erano nemmeno i vetri sfondati, cosa era successo? E perché le foto di Carlo non c’erano più? Si lasciò andare sul pavimento in preda a cupi pensieri, qualcun altro oltre a lei possedeva le chiavi di casa sua?

CONTINUA…

36 commenti Aggiungi il tuo

  1. silvia ha detto:

    sempre più interessante 😉

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie infinite di cuore!!! 😘🥰♥️
      Grazie mille per il tuo meraviglioso commento!
      Un forte abbraccio pieno d’affetto! 😘🤗🤗🤗💖

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie infinite di cuore!!!! 😘😘😘♥️🤗🤗😍

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  2. Alessandro Gianesini ha detto:

    Bene, bene. Aspettavo la sua continuazione…😉
    Brava Yle: storia avvincente 😘

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao Ale!!! 🙋🥰 Grazie infinite di cuore!!! 🥰♥️ Sta diventando sempre più dark 😂
      Ti faccio una piccola confessione sulla donna misteriosa, il colore dei suoi occhi è ispirato a quelli di mia cugina, ho fatto la descrizione che si avvicina a come li vedo e percepisco quel colore nella mia mente, le ho dedicato un piccolo tributo 🥰

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Prendere spunto dalla realtà rende più verosimile le descrizioni. Hai fatto bene 🙂

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      2. Yleniaely ha detto:

        🥰😃 Ho cercato di rendere l’idea anche nel disegno dedicato al mio personaggio che ho pubblicato oggi, forse non si nota molto perché la fotocamera distorce un po’ i colori delle matite colorate… 😣

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      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        Dopo riguardo e rileggo da PC 😉

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  3. ⋖Pat⋗ ha detto:

    Aspettavo il seguito… Buona serata 😊

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao! 🙋🥰 Grazie infinite di cuore!!! ♥️😘
      Buona serata anche a te!!! 🥰 Un forte abbraccio pieno d’affetto!!! 😘😘😘🤗🤗🤗💖💖💖

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  4. Paola ha detto:

    Appena mi riapproprio del cervello lo.leggo promesso

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie infinite di cuore!!! 🥰😘😘🖤🖤🖤🤗
      Un forte abbraccio pieno d’affetto! 🤗🖤

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  5. Roser ha detto:

    I’m gonna read it later, but the picture is astonishing. She looks like Jennifer Lopez! 😊👏🏼💐

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 😍😘🥰
      Thank you so much for your wonderful comment! ♥️
      I send you a very big hug full of affection!!! 😘🤗💖❣️

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  6. Gianluca Brescia ha detto:

    Buonasera Ylenia Ely 🙂 complimenti per questa 10^ parte 🤗🤗🤗 nel disegno noto i capelli più corti 😉

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buonasera anche a te! 🙋😘 Grazie infinite di cuore!!! 🥰♥️♥️♥️
      Il ritratto di oggi raffigura la donna misteriosa appena comparsa, oggi per inaugurare il 10 capitolo come un piccolo traguardo ho deciso di ritrarre il nuovo personaggio 🥰
      Per il suo aspetto non potevo resistere a non prendere spunto da una foto che ho visto sul web, ne sono rimasta affascinata, mentre per gli occhi ho preso ispirazione dal colore degli occhi di mia cugina, la descrizione degli occhi del personaggio l’ho resa il più possibile realistica alle sensazioni che provo guardando i suoi occhi, non so se si nota nella foto perché la fotocamera tende a rendere diversi i colori delle matite colorate 🥰

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      1. Gianluca Brescia ha detto:

        Figurati! 😘😘😘 La foto che hai trovato sul web appartiene ad una persona famosa? Gli occhi sono molto particolari e belli! Complimenti! 🙂 Il colore sembra vero!

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      2. Yleniaely ha detto:

        Grazie mille di cuore!!! 🥰 Il colore degli occhi di mia cugina mi ha sempre affascinata, non ho mai visto un colore di occhi così particolare, oro e castano, bellissimi! Ho cercato di riportare il colore sul disegno 😂
        La foto è in realtà un cosplay di un personaggio dei fumetti, appena l’ho vista ho preso spunto per il mio personaggio talmente mi è piaciuta, ho visto il personaggio prendere forma sull’aspetto fisico di quella persona, l’ispirazione creativa è davvero strana! 😂😂😂

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      3. Gianluca Brescia ha detto:

        Wow! Gli occhi sono molto belli! Farai altri disegni in merito a questo personaggio misterioso?

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      4. Yleniaely ha detto:

        Siiiii!!! 😃😍 Già nel prossimo capitolo! 😉😃

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  7. Fantom Caligo ha detto:

    Ciao Ely,
    Bella questa parte. Vedo che stai utilizzando una narrazione più intrecciata. Io stravedo per le narrazioni complesse. Attendo il prosrguo

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao! Buongiorno e buona domenica!
      Grazie mille di cuore per i tuoi commenti!!! 😃 Sto sviluppando una trama più dark e misteriosa per renderlo più affascinante 😊

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  8. Fantom Caligo ha detto:

    Ciao Ely,
    Bella questa parte. L’intreccio continua ad approfondirsi. Adesso sono un po’ stanco. Domani o lunedì ti mando un commento più ragionato

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    1. Yleniaely ha detto:

      ♥️♥️♥️ Thank you infinitely from my heart!!! 💕
      I send you a very big hug full of affection!!! 😘🤗♥️

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      1. Doree ha detto:

        🤗🤗🤗❤️

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  9. forresting365 ha detto:

    Oh wow! That left off at a great, kindof scary place! Well done, once again, Ely! And what a cool drawing! She’s amazing! Cheers, Thank You and Rock on!!! ❤️🤗💕🌀🤗

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!!😘😘🤗🤗🥰🥰 Thank you so much for your fabulous comment, I’m so glad!!! 😍😘❤️🤗
      I send you a very big hug full of affection!!!! 💖💖💖💕💞💐💐❤️❤️❤️😘🤗

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      1. forresting365 ha detto:

        My absolute pleasure, Ely!!! Sending You a big hug of affection right back!!! 🤗❤️🌀☀️🌷💞😊

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  10. luisa zambrotta ha detto:

    Interessante…😉 😘
    I disegni sono davvero belli!

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao Luisa!!! 🙋🥰 Grazie infinite di cuore!!! 😍♥️
      Grazie mille per il tuo meraviglioso commento, i disegni ritraggono i personaggi del romanzo, sono davvero felicissima che ti piacciono! 😍♥️♥️♥️ Un grazie enorme!!! 😘
      Un fortissimo abbraccio pieno d’affetto!!! 🥰🤗💖💖💖😘♥️

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      1. luisa zambrotta ha detto:

        Sei proprio brava!
        Un abbraccio ❤️😊 🌸

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