Il filo del destino (12 parte)

Salve a tutti carissimi lettori! Vi presento il nuovo capitolo del mio romanzo. Attenzione agli spoiler! Per chi non avesse letto il capitolo precedente, leggere prima qui: Il filo del destino 11 parte.

Buona Lettura! 😃

Valeria. Matite colorate e grafite su foglio A4.

Città metropolitana di Milano. Ore 22.30

Francesca appena rientrò a casa si chiuse in camera sua e si sdraiò sul letto. Guardò la chat di Elga e vide che la madre aveva visto i messaggi, ma non le aveva risposto. I pensieri che le corsero per la mente furono tanti, si sentiva trascurata e non voleva più stare in casa di Daniela. Era apatica nei confronti di qualsiasi cosa. “la mia vita è una merda” pensò fissando il soffitto.

«Francy è pronta la cena» Daniela chiamò la ragazza dal retro della porta.

«Non ho fame, voi mangiate» rispose freddamente.

«Dai Francy, cosa succede ancora?» domandò preoccupata.

La ragazza aprì la porta e fece cenno alla zia di entrare in camera. Si sedettero entrambe sul letto e Daniela vedendo la tristezza nel suo sguardo la attirò a sé per consolarla.

«Cosa c’è cara?» domandò preoccupata.

«Mia madre» disse Francesca tutto d’un fiato, infastidita.

Daniela se lo era immaginato che la causa fosse sempre Elga. «Ti ha rimproverata per qualcosa?»

«No. Non mi ha nemmeno mandato un messaggio» rispose delusa.

«E allora qual è il problema?» insistette la zia.

«Stasera mentre ero in piazza con la mia amica ho visto Alex insieme ad un’altra donna, sembravano fidanzati. L’ho detto subito a mia madre ma non mi ha risposto» disse con una smorfia di disprezzo.

Daniela aggrottò la fronte, «Cosa le hai detto?»

«Le ho mandato le foto in modo che non mi prendesse per bugiarda, ora te le faccio vedere» Francesca prese lo smartphone e mostrò a Daniela la chat di Elga contenente le foto.

Daniela le guardò attentamente: «Francy, inviandole quelle foto l’hai distrutta…sei stata troppo affrettata, lo sai che tua madre è a Milano e non può fare niente…ora le faccio una telefonata» replicò con disappunto, rimproverandola.

«E cosa avrei dovuto fare, scusa? Alex la tradisce, non potevo stare zitta senza fare niente» ribatté Francesca.

«Avresti dovuto dirlo a me prima di farti prendere dalla fretta. Non sai nemmeno chi è quello donna, poteva essere anche una parente» Daniela uscì dalla camera e andò in soggiorno a prendere il suo smartphone per telefonare Elga.

Antonio vide Daniela nervosa, «Cosa è successo con Francesca?»

«Guarda, casini come sempre, ora devo telefonare Elga per risolvere una situazione piuttosto complicata. Francesca ha visto Alex insieme ad un’altra donna e lo ha detto subito alla madre» spiegò frettolosamente mentre componeva il numero sulla tastiera. Attese inutilmente, poiché sua sorella non rispose.

Elga camminava per la strada illuminata dai lampioni con lo sguardo perso nel vuoto, ripensava insistentemente a quelle fotografie inviatele da Francesca. Non riusciva a sopportare che Alex la stesse tradendo. Sentiva il petto bruciare e il battito cardiaco le martellava le tempie, mentre gli occhi divenivano colmi di lacrime. Voleva un chiarimento da parte dell’uomo, non poteva lasciarla così, pensò. Lo amava ancora. Si pentì per aver interrotto la loro relazione quel giorno. La voglia di telefonargli era molto forte. Non riuscì a resistere oltre, prese lo smartphone dalla borsa e vide che aveva ricevuto una telefonata da parte di Daniela, ma non la richiamò. Compose il numero di Alex velocemente attendendo con ansia che lui rispondesse mentre il ritmo del suo respiro veniva scandito dalla sequenza degli squilli monotoni.

Alex si trovava nel solito bar della piazza in compagnia di Leonardo, Marina e Nives mentre bevevano insieme una birra ghiacciata. Sentì la vibrazione del cellulare appoggiato sul tavolo e appena vide il nome di Elga sussultò; non si sarebbe aspettato di risentirla.

«Scusate, devo rispondere alla telefonata» detto ciò, Alex si allontanò. Era indeciso se rispondere o lasciar perdere, ma il cuore vinse sulla ragione e rispose.

«Elga, da quanto tempo…» la donna non gli lasciò finire la frase che replicò prontamente. «Alex, è inutile che fingi con me. Lo so che stai frequentando un’altra donna. Pensavo che non ti saresti dimenticato di me così facilmente» il tono secco della voce di Elga lo fece sentire in colpa per essere in compagnia di Nives. Si accorse di averla ferita ingiustamente.

«Chi te l’ha detto che sto con un’altra donna?» si apprestò a chiederle stranito, lui non era fidanzato con Nives, o almeno non si sentiva tale.

«Avanti smettila, non continuare la tua misera commedia. Ti ha visto mia figlia» rispose Elga. Era talmente delusa dal comportamento dell’uomo che non ebbe alcuna voglia di sbattergli in faccia la sua rabbia, poiché sarebbe stato inutile.

Alex temeva che Marina li avrebbe uditi parlare e si allontanò. «Non amo quella donna né l’ho mai considerata la mia ragazza. Io amo solo te. Ammetto di aver provato a dimenticarti, ma è impossibile» Elga trasalì colpita dalla dichiarazione di Alex, ma non volle farsi nuovamente delle illusioni su di lui. «Non so crederti. Dimostrami che mi ami ancora, vieni a Milano. Abbandona quei falsi amici» lo esortò con sentimento. Desiderava ardentemente averlo al suo fianco ed essere amata da lui.

«Dove abiti? Chiedo un giorno libero e vengo da te il prima possibile, ho voglia di rivederti» le disse deciso a riprendere la loro relazione.

Elga gli spiegò immediatamente la via dove lei abitava, non le sembrava vero che l’avrebbe rivisto, si sentiva immensamente felice. Alex dopo la telefonata, andò nuovamente al tavolino dove erano riuniti i suoi amici, ma qualcosa in lui era cambiato, il suo sguardo era pieno di diffidenza nei loro confronti. Prese una sigaretta dal pacchetto posato sul tavolo e iniziò a fumare nervosamente.

Leonardo notò il disagio stampato sul volto dell’uomo e si avvicinò per domandargli spiegazioni, «Alex, tutto ok? Quella telefonata ti ha sconvolto»

«Era Elga» espirò una lunga boccata di fumo che annebbiò i loro volti, poi disse pensieroso, «ho provato a dimenticarla provando a frequentare Nives. È una bella donna e una piacevole compagnia questo non posso negarlo, ma non c’è attrazione da parte mia, nessuna chimica, nemmeno a pelle. Non posso continuare a deluderla, stasera le dico che non possiamo continuare a frequentarci»

Leonardo aggrottò la fronte, era scontento dall’affermazione di Alex, «Sei sicuro? Prima dici che vuoi dimenticarla perché sei stufo delle sue indecisioni, e ora ti lasci nuovamente convincere? Non ti comprendo più» replicò contrariato.

Alex respirò un’altra boccata di fumo, «tu usciresti con una donna che non ami? Credo di no. La vita è la mia e decido io chi frequentare. Non ho mai amato Nives, siete voi che avete intessuto le trame di una relazione inesistente. Ammetto di aver provato a dimenticare Elga, ma non è possibile perché la amo ancora. Per me Nives è solo un’amica e con questo ho chiuso» Alex tagliò il discorso lasciando Leonardo amareggiato e chiamò Nives.

La ragazza si alzò e andò dinanzi a lui, specchiandosi nei suoi occhi. Dall’espressione seria sul viso di Alex immaginò che ciò che le avrebbe detto, non sarebbe stato qualcosa di piacevole. «Non me la sento di deluderti oltre, perciò voglio essere chiaro da subito nei tuoi confronti»

Nives non replicò. Abbassò gli occhi lucidi e si morse il labbro inferiore in preda alla tensione. Alex cercò le parole per potersi esprimere nel modo più delicato possibile per non rischiare di ferirla poiché vide nel suo volto una tristezza dolorosa, lasciandogli intendere che lei fosse già innamorata. «Nives non me la sento di proseguire la nostra conoscenza perché non voglio illuderti. Siamo usciti solo due volte insieme, e devo dirti la verità che non provo attrazione sentimentale nei tuoi confronti. Sei una bellissima donna sia fisicamente che caratterialmente, ma non ci potrà mai essere una storia fra di noi, poiché questo brevissimo percorso, mi ha fatto comprendere di essere ancora innamorato di Elga»

Nives sollevò il capo faticando a guardarlo negli occhi, «in cuor mio sapevo che non avresti dimenticato facilmente quella donna, me lo sentivo. Nonostante ciò, continuavo a farmi delle illusioni su di te, speravo che un giorno mi avresti amata. Ma così non potrà mai essere. Ti auguro di essere felice con lei» gli disse con gli occhi gonfi di lacrime, salutò Marina e Leonardo e se ne andò, senza lasciare ad Alex il tempo di replicare.

La fiamma rossa racchiusa nel quadro del camino da parete illuminava il soggiorno con la sua danza sensuale. Valeria era seduta sulla poltrona di velluto nero, con la testa appoggiata sullo schienale. Una sigaretta accesa era serrata fra le sue labbra carnose piegate in un leggero sorriso. Il suo corpo era fasciato da un magnifica vestaglia da camera nera corta alle ginocchia e decorata con delle fenici rosse ricamate sul petto. Aveva gli occhi chiusi come per dissociarsi da ciò che la circondava e perdersi nei pensieri, lasciandosi avvolgere dall’aroma caldo e mascolino del tabacco che permeava la sala.

«Vedo che apprezzi particolarmente questo angolo di casa, ti trovo sempre qua, e il mio profumo al vetiver ti fa da seconda pelle, oramai» Commentò Ivan con voce calda appena entrò nel soggiorno, inspirando il profumo pungente della fragranza maschile mista alla nota decisa del tabacco.

Si avvicinò lentamente a lei e le sfilò la sigaretta dalle labbra per tuffarsi in quel peccaminoso rosso cremisi, baciandola con ardore. «Adoro il sapore di tabacco della tua bocca…» sussurrò a fatica con voce roca scostando per un momento le labbra mentre i suoi occhi si specchiavano dentro quelli dorati di lei.

«Ah, non è una novità da parte tua, non mi sorprende affatto. Forse sarebbero state più saporite con l’aggiunta di un sentore di vino…» rispose Valeria maliziosamente con una punta di sarcasmo, e riprese il bacio passionale che lui aveva interrotto. Entrambi si lasciarono andare al piacere di quell’amplesso di labbra che li fece bruciare il sangue nelle vene.

«Come ti senti? I flashback si sono ripresentati?» Le domandò Ivan appena riprese il controllo della ragione dopo quel momento di passione.

«Oggi non ho avuto alcun flashback. Sono imprevedibili. L’altro giorno mi è venuto alla mente mentre osservavo questo camino» rispose lei voltandosi verso il quadro dove era imprigionata la fiamma.

«Voglio mostrarti delle fotografie, un esperimento per sapere se riconosci le persone ritratte» disse lui mentre cercava le foto nella galleria del suo smartphone.

«Cosa ne sai se sono la persona a cui pensi? Potrei essere chiunque, non mi interessa vedere quelle fotografie» ribatté Valeria stranita, pensò per un momento che Ivan fosse impazzito.

«Dici di ricordare la scena di un incendio. Per me è un dettaglio non da poco. Raccontami nuovamente come ti sentivi quando ti sei risvegliata in ospedale» L’uomo si sedette sul sofà dinanzi a lei, in attesa del suo discorso.

Valeria era infastidita dall’insistenza di Ivan sulla questione che non avrebbe voluto toccare nuovamente. Spense la sigaretta premendola nervosamente sul posacenere di vetro posato sul tavolino basso, e si alzò. «Odio ricordare quei terribili momenti che conosci già. Perché devo ripetermi?» Domandò irritata.

Ivan si alzò dal sofà e si avvicinò a lei; le accarezzò amorevolmente il viso per rassicurarla, «Nella tua mente stanno emergendo i ricordi. È un buon segno, significa che il tuo inconscio si sta riprendendo dal trauma. Potrebbero emergere dei nuovi ricordi visto che sono mesi che non ne parli più. Lo so che è doloroso per te, ma devi sforzarti in modo da poterti riappropriare della tua vera identità» la esortò l’uomo.

« Come ben sai mi sono svegliata a fatica su quel letto d’ospedale dopo non so quanti giorni» fece una breve pausa e si schiarì la voce, era visibilmente agitata. «Mi sono guardata e ed è stato un trauma emotivo vedermi fasciata. Avevo le braccia piene di flebo contenenti antidolorifici e antibiotici, non sapevo cosa mi era accaduto» fece un’altra pausa, la voce iniziò a tremare a causa dell’ansia che cresceva. «Domandai ai medici, i quali mi spiegarono delle ustioni estese di 2 grado riportate al petto, viso, collo e spalle e che le cicatrici sarebbero state irreversibili. Non mi importava niente delle cicatrici, l’unica cosa che mi preoccupava era che non ricordavo più niente. La mia mente era completamente vuota. L’unica cosa che sapevo con certezza era il nome Valeria con il quale mi chiamavano i medici e gli infermieri. Nessun parente o amico si è presentato durante la lunga degenza ospedaliera» era estremamente agitata, ma cercò di mantenere la lucidità, parlando senza scomporsi.

Ivan la ascoltava con attenzione senza replicare in modo da lasciarle piena libertà di esprimersi. Valeria si soffermò ad osservare la fiamma del camino ancora una volta specchiandosi in essa mentre le lingue di fuoco danzavano nei suoi occhi tristi. «Il fuoco è la chiave per scoprire il mio passato. È per questo motivo che ti ho detto di installare un camino» Posò le mani sul vetro, «Osservare questa fiamma anche se virtuale, mi ha fatto ritornare alla mente quel breve ricordo. Ho capito di essere sopravvissuta ad un incendio» finì con tono fermo.

«Va bene così, non sforzarti oltre. Quando vorrai mi dirai altri dettagli, perdonami se ti ho forzata a ricordare quel terribile periodo» Ivan la strinse al petto con forza ed inspiró Il profumo dei suoi capelli morbidi. Era totalmente affascinato da quella donna misteriosa della quale non conosceva niente. La amava e la desiderava ardentemente, si riteneva fortunato che lei ricambiasse i suoi sentimenti. Cercò ancora una volta il calore delle sue labbra baciandola nuovamente con trasporto, «Ti amo perdutamente…» le sussurrò con desiderio.

Elga rientrò a casa a notte fonda dopo essere stata al bar per bere una birra, era soddisfatta per aver ripreso la sua relazione con Alex tirò un sospiro di sollievo, prese il cellulare e chiamò subito Francesca. La ragazza già addormentata, venne svegliata dalla suoneria acuta del telefono, pensava che fosse qualche suo amico che voleva farle uno scherzo vista l’ora tarda e si mise già sulla difensiva ma appena vide il numero di sua madre balzò sul letto, emozionata.

«Ciao Francy. Scusa se non ho risposto ai tuoi messaggi. Devo innanzitutto ringraziarti» disse Elga apprensiva.

«Ringraziarmi? E per cosa?» Domandò sua figlia, non riuscendo a comprendere subito il motivo del suo ringraziamento. Notò che il tono della voce della madre era diverso dal solito, era rilassata.

«Grazie alle foto che mi hai mandato, ho ripreso la relazione con Alex» disse piena di gratitudine.

«Sono contenta di esserti stata d’aiuto, anche se non pensavo che si sarebbe risolto con un riavvicinamento. Almeno un evento felice deve pur succedere» replicò fingendo di essere felice, ma in cuore suo provava una strana sensazione, era delusa.

«Hai ragione, hai fatto bene a mandarmi quelle foto, non tutto il male viene per nuocere. Domani ci sentiamo con più calma poiché ora è molto tardi per entrambe. È stata una giornata impegnativa» Non aveva più voglia di stare al telefono e dopo essersi salutate, andò a farsi un bagno caldo per distendere i nervi accumulati durante la giornata.

Il mattino seguente Elga fece una ricerca su internet per informarsi sulla prossima asta organizzata dalla Fondazione Indigo. Pero la prima volta dopo anni, visitò il loro sito web e vide che l’evento si sarebbe tenuto fra due giorni e coinvolgeva il dipartimento di arte contemporanea gestito da Dario. Immediatamente procedette all’iscrizione compilando il modulo per la partecipazione di persona in sala, non le importava niente di essere scoperta dal Capo.

Alida e Marco accompagnati dalla guardia entrarono nella sede della Fondazione Indigo. La donna teneva stretta al petto una cartella di cuoio e il suo volto era marcato da un’espressione inquieta.

«Prego, da questa parte» la guardia ruppe il silenzio e fece cenno loro di entrare nell’ascensore. Salirono fino al sesto piano ed oltrepassarono il corridoio dove figuravano dei dipinti famosi appesi alle pareti nere. Si fermarono dinanzi ad un pesante portone in legno massiccio scuro e bussò per tre volte, «Avanti» disse una voce maschile severa.

Un’altra guardia aprì la porta dall’interno, rivelando lo studio di Ivan. «Buongiorno, è davvero una sorpresa per me vedervi qui. Qual è il motivo della vostra visita?» domandò cordialmente. Era presente anche Valeria.

«Voglio donare alla Fondazione il testamento di affidamento del diamante, non mi sento a mio agio sapendo di averlo a casa. Non l’ho mai più guardato da quando Carlo è scomparso, provo ribrezzo nei confronti di questo documento. Non so nemmeno chi abbia nominato per ereditare il gioiello» spiegò Alida che incuriosita, si voltò verso la donna in piedi a destra di Ivan e la guardò attentamente, come se la conoscesse.

«Lei è Valeria il vicepresidente della Fondazione e dirigente del dipartimento di gioielleria. Vi conoscete?» domandò Ivan insospettito da quello scambio di sguardi reciproco fra le due donne.

«No, non la conosco. Il viso della donna a primo impatto mi ha ricordato i lineamenti del volto di una persona cara» spiegò giustificando il suo gesto involontario che forse aveva urtato la sensibilità di Valeria, «Mi scusi. Non era mia intenzione fissarla» disse rammaricata rivolgendosi a lei.

«Non si preoccupi» rispose in modo sbrigativo poiché ebbe nuovamente un flashback improvviso e molto confuso dove vide una donna che gridava e altre persone nello stesso scenario dell’incendio. Si sentì mancare il respiro per il forte dolore alla testa.

Si trattenne per non svenire dinanzi ai presenti. Oramai era abituata ai suoi malesseri, ma odiava comunque farsi vedere in quello stato. «È sicura di voler cedere il testamento? La donazione sarà irreversibile poiché verrà conservato nel caveau dove teniamo tutta la nostra documentazione riservata» domandò Ivan ad Alida e Marco prima di procedere.

«Si sono sicura, Elga non dovrà mai appropriarsene» rispose la donna con decisione. Alida gli porse la cartella e Ivan le fece firmare un documento dove attestava la sua rinuncia al bene immobile. Marco osservò attentamente tutti i passaggi senza intervenire, anche lui era d’accordo con la madre.

«È giusto che il testamento stia in questa sede. La società è stata fondata da mio nonno e noi della famiglia Fontana siamo gli unici veri possessori dei diritti» Commentò l’uomo facendo comprendere ad Ivan che non intendeva lasciare il controllo della Fondazione a degli sconosciuti.

«Non avete più alcun diritto sulla Fondazione Indigo dal 2014. Visto che devo ricordarti come sono andate le cose, tuo padre non ha saputo gestire la società e vedendo il fallimento imminente, ha rinunciato per trasferirsi nella nostra sede situata a Londra, dove ora è dirigente. Fortunatamente siamo arrivati noi che abbiamo acquistato il marchio con lo scopo di far rivivere i capolavori dell’arte antica e dare la giusta visibilità ad artisti contemporanei, visto che nel mondo moderno oramai l’arte per la maggior parte delle persone vale meno di zero. Noi non dimentichiamo il valore della bellezza» precisò Ivan con una punta di orgoglio nella voce.

«Se mio marito ha lasciato andare la società era a causa del dolore che provava per la scomparsa di nostra figlia Carmela. Non aveva più voglia di vivere e l’unico modo per riprendersi era quello di trasferirsi all’estero!» esclamò la donna alzando la voce addolorata per far comprendere ad Ivan la vera motivazione che si celava dietro alla vendita della Fondazione.

Ivan rifletté per un momento, collegando tutti i pezzi della storia della famiglia Fontana accaduta negli ultimi anni, era come se il perno centrale fosse quella ragazza scomparsa.

«Valeria, non ti senti bene?» si voltò e vide la donna fortemente debilitata, si reggeva la testa con la mano e se ne stava in disparte accanto al pannello di vetro che dava all’esterno.

«Ho avuto un’altro flashback, mi sto riprendendo» sussurrò faticosamente.

«Proseguiremo la conversazione un’altra volta. La vicepresidente non si sente bene. Arrivederci» Disse con evidente fastidio rivolgendosi a Marco e Alida. Immediatamente ordinò alla guardia di accompagnarli all’uscita, in quel momento non voleva avere nessuno attorno, era preoccupato per le condizioni di Valeria, sapeva che le sue crisi il più delle volte erano intense.

Elga stava uscendo dal cancello di casa e vide un’automobile nera arrivare, incuriosita di sapere chi fosse, rimase a guardare fino a quando si parcheggiò dinanzi alla sua abitazione. La persona scese dall’auto ed Elga rimase stupita nel vedere che si trattava di Alex. Gli corse incontro e lo abbracciò commossa per la felicità di essere nuovamente stretta fra le sue braccia, cosa che le sembrava impossibile fino a poche ore prima, senza dire niente lo baciò appassionatamente, lasciando parlare solo l’intensità dei loro sentimenti.

CONTINUA…

38 commenti Aggiungi il tuo

  1. CIAO CARISSIMA ELY PASSA UN BEL FINE SETTIMANA 🌷🙋❤

    Piace a 2 people

    1. Yleniaely ha detto:

      Ciaooo!!! 🙋🥰♥️ Grazie mille di cuore!!! 😘😘😘 Buon fine settimana anche a te!!! 🥰💋💋💋 Un forte abbraccio pieno d’affetto!!! 😘🥰💋🤗🤗💖💖💖

      Piace a 2 people

  2. Gianluca Brescia ha detto:

    Buon pomeriggio Yelnia Ely 😊🤗 molto curioso la 12^ parte 😁 Il disegno di Velria è perfetto nella descrizione che le fai. Sei molto brava 🙂😚

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buon pomeriggio anche a te!!! 🙋🥰😘 Grazie mille di cuore!!! ♥️💋 Anche se sono l’autrice ti confesso che è il mio personaggio preferito! 😂😃🥰
      Questo capitolo è fortemente basato su di lei 😃

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      1. Gianluca Brescia ha detto:

        😘😘😘
        Io credevo che il tuo personaggio preferito fosse Elga 😅😂😃 Ho notato che cogli anche dei dettagli sul personaggio di Valeria come ad esempio il suo vestito 👗

        Piace a 1 persona

      2. Yleniaely ha detto:

        Con questo personaggio riesco a scatenarmi di più sui dettagli e adoro descriverla meglio 😂😂😂 Forse perché è basato su mia cugina? (Piccola rivelazione) 😃
        Per il colore degli occhi ho preso ispirazione dal colore degli occhi di mia cugina 🥰

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      3. Gianluca Brescia ha detto:

        Wow 😯 allora stai prendendo esempio tutto da tua cugina, oppure solo per gli occhi? Comunque è interessante che alcuni dettagli di persone reali li trasfiguri nei disegni e nell’immaginazione della storia 😀

        Piace a 1 persona

      4. Yleniaely ha detto:

        Gli occhi sono di mia cugina, hanno un colore affascinante che ha sfumature dorate e castane, davvero particolari!!! 😍
        La pettinatura l’ho vista da un’immagine internet, adoro i capelli neri corti! 😍♥️

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      5. Gianluca Brescia ha detto:

        Immagino che siano belli i capelli 😁 nei prossimi capitoli le dovrai fare i capelli più lunghi a Valeria 😅😆😂😂😂😚

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  3. silvia ha detto:

    molto bello, aspetto con curiosità il seguito 🙂

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie infinite di cuore!!! 🥰♥️ Sono davvero felicissima!!! 😃 Il prossimo sarà ricco di colpi di scena! 😉🥰

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  4. Alessandro Gianesini ha detto:

    Ciao Yle! Ho trovato qualche minuto da dedicargli e l’ho letto.
    Molto bene. Spero che tu riesca a tenere bene le redini, perché la faccenda si sta incasinando sempre più… 😉

    Brava! ❤

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao Ale!!! 🙋 Grazie mille di cuore!!! 😘🥰
      Il prossimo capitolo sarà ricco di colpi di scena! 😉👍

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Ok! Se posso darti un suggerimento, visto che siamo in ballo da un bel po’, un riassunto pre-racconto aiuterebbe anche me, che sono anziano (👨‍🦳) e qualcosa me lo sarò scordato di certo… 😜

        Piace a 2 people

      2. Yleniaely ha detto:

        Grazie mille per l’idea, non ci avevo pensato! 😃👍😉♥️

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      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        Figurati! 😉

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  5. Roser ha detto:

    Amazing post. I specially love your drawings. They are so beautiful and realistic! ☀️💐💐

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart, I’m so glad!!! 😍🥰♥️♥️♥️
      Thank you so much for your wonderful comment!!! 🥰
      I send you a very big hug full of affection and have a great weekend!!! 😘🤗♥️💋

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  6. eleonora zizzi ha detto:

    Bellissima storia! Buona serata!🤗💕

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie infinite di cuore!!! 😘🥰💖
      Grazie mille per il tuo meraviglioso commento!!! 😘💖♥️ Buona serata anche a te, un abbraccio con affetto!!! 😘🤗💖♥️

      "Mi piace"

  7. Doree ha detto:

    You weave such a great tale, I’m really enjoying it 🥰🤗

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    1. Yleniaely ha detto:

      thank infinitely from my heart, it fills me with joy, I am so happy that you like it !!! 😍♥️ A huge thank you! ♥️♥️♥️😘

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  8. linienspiel ha detto:

    I love the drawing and the reading! 😍🌹 Stay inspired! Enjoy your time! Happy Sunday! A very big hug! 🤗❤️

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 😍😘❤️❤️ Thank you so much for your fabulous comment, I’m so happy!!! 😃🥰💐😻
      I send you a very big hug full of affection and have a great Sunday!!! 🥰💐💖🌺🌷😘🤗

      Piace a 1 persona

  9. parneetsachdev ha detto:

    I can’t read this and google didn’t translate it so well. But I absolutely love your sketches. The single you placed. Wish I could read Italian😊😊

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 🥰😍♥️

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  10. CIAO DOLCISSIMA ELY, UN FORTE ABBRACCIO DI UNA SERENA BUONA NOTTE E DI UN BEL INIZIO SETTIMANA 🙋🌷❤

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciaooo carissimo!!! 🙋🥰 Grazie infinite di cuore!!! 😍😘❤️❤️❤️ Buon inizio settimana anche a te!!! 🥰😘🥰
      Un fortissimo abbraccio pieno d’affetto!!! ❤️❤️❤️😘🤗🤗🤗💖💖💖

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  11. Fantom Caligo ha detto:

    Ciao Ely
    questa impaginazione rende tutto più leggibile. La storia comincia ad infittirsi sempre più e la trama non è affatto banale. La vedo bene anche come struttura per una serie tv, ci sono diversi personaggi e tutto è avvolto nel mistero.
    Ripasserò nel prossimo week end

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao!!!
      Grazie mille per essere passato, sono davvero felice!
      Da qui in poi ci saranno tantissimi colpi di scena! 😃👍😉

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  12. forresting365 ha detto:

    Yay!!! I’m so glad Alex joined Elga in Italy!!! This is so fun to read! Cheers and HUGE hugs, Ely!!! 🤗💕🌀🌷😊

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 😍😃🥰♥️
      Thank you so much for your fabulous comment!!! ♥️♥️♥️😍🥰
      I send you a very big hug full of affection and have a great day!!! 😘🥰😍♥️💖

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      1. forresting365 ha detto:

        You are sooooo very welcome, Ely!!! And Thank You! I hope You have a great day as well!!! ❤️🥂🌀🌷🦋🌸🤗

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  13. Nonna Pitilla ha detto:

    sono arrivata fin qui! ce l’ho fatta e molto volentieri, sei arrivata ad unpunto dove hai molte cose in ballo, adesso secondo ne devi essere molo brava a gestirle inieme, fino ad ora ce l’hai fatta , mi raccomnando continua così, e sai che l’idea di Alessandro di un piccolo veloce rissunto sarebbe utile, una ottima idea! e brava davvero

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie mille di cuore!!! 🥰😍♥️
      Sto ideando il prossimo capitolo, sarà ricco di colpi di scena e leggermente più lungo di questi, piano piano sto anche impaginando il libro per poi una volta terminato, pubblicarlo completo con formato PDF scaricabile sul blog!
      Sono davvero felicissima che ti sta piacendo, grazie infinite!!! ♥️♥️♥️🤗 Sono motivata più che mai a proseguire con la stesura! 😃🥰

      Piace a 1 persona

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