Il filo del destino (14 parte)

Riassunto dell’episodio precedente: Elga e Alex decidono di proseguire la loro relazione poiché scoprono di amarsi ancora, e lei gli racconta la vera motivazione della sua riservatezza e della sua fuga in Liguria, mostrandogli la collana che custodisce gelosamente, così lui decide di aiutarla nelle indagini sulla scomparsa di Carlo e la accompagna alla casa D’Aste Indigo.

Francesca si sfoga con la sua migliore amica Alessia confidandole di essersi innamorata di Alex, e di aver sviluppato una gelosia morbosa nei confronti della madre. Alessia indignata, tenta di farla ragionare, ma sembra essere inutile.

Ivan e i membri della fondazione discutono sull’asta di arte contemporanea che si terrà l’indomani, i quali calcolano una media dei prezzi e bilanci che potrebbero ottenere dalle vendite dei lotti.

Valeria non si presentò alla riunione e Ivan preoccupato, decise di interromperla prima del previsto per andare a vedere come stava.

Ivan andò a casa e la vide nel suo ufficio mentre controllava dei documenti.

Valeria gli rivelò di essersi sentita male a causa dei ricordi spezzati sorti mentre vide Alida, la quale le ricordava vagamente la donna che vedeva nei suoi flashback.

Il loro discorso fu interrotto dalla chiamata di un collezionista di gioielli che decide di vendere una preziosa parure alla fondazione.

La donna per lasciare un velo di mistero sulla collezione di gioielli, decide di non dire a Ivan di cosa si tratta e l’uomo odiando che ci fossero segreti fra i membri della fondazione, una volta uscita Valeria, insospettito, inizia a rovistare nelle cartelle contenute nello schedario da lei utilizzato e trova un misterioso album dove sono contenuti dei frammenti di fotografie che ritraggono Carlo.

Alida decide di partecipare all’asta per rivedere Valeria poiché le ricorda una persona conosciuta, di cui non fa parola con Marco.

Suo figlio offeso per il trattamento subìto da parte di Ivan, il quale prese con leggerezza il trasferimento del padre a Londra e la morte di sua sorella, decide di rompere ogni contatto con la fondazione.

Elga giunge alla sede Indigo. Sul posto incontra Dario e dopo una leggera lite, ricordano la loro relazione passata…

Il filo del destino (13 parte)

Elga. Matite colorate e Grafite su foglio A4.

«Elga, la nostra relazione è stata breve ma molto intensa, non ho mai dimenticato quei momenti trascorsi insieme» le disse Dario con sentimento.

Si accostò a lei con l’intento di accarezzarla ma Elga infastidita da quel gesto lo fermò, bloccando la mano dell’uomo tesa verso il suo viso. Erano l’una difronte all’altro e Dario, nel vederla, ricordò il periodo della loro storia, provando dentro di sé una forte nostalgia.

«No. Non può esserci più niente fra noi. Ora ho un nuovo compagno, e anche se non fossi fidanzata, non vorrei ricominciare una relazione con un membro della Fondazione. Non vi perdonerò mai per ciò che avete fatto a Carlo!» gli rinfacciò con tono tagliente.

«Non so chi ti abbia detto che siamo noi la causa. Posso assicurarti che la fondazione non c’entra niente con la scomparsa di Carlo. Anche noi ci chiediamo da tre anni che fine abbia fatto. Da quando quell’uomo è scomparso, sono cambiate molte cose. Se proprio vuoi saperlo, anche noi stiamo indagando» Sostenne Dario stranito dall’affermazione di Elga.

La donna avvampò di rabbia nel sentirlo pronunciare quelle parole, credeva che si stesse prendendo gioco di lei, era decisa a regolare i conti con Dario ora che l’aveva incontrato in privato.

«Eppure non avrei mai pensato che tu fossi così bugiardo, so benissimo che siete voi la causa della sua scomparsa poiché prima di scomparire me l’ha detto Carlo, ha dato la sua vita per proteggere la sua famiglia da voi disgraziati e tu li stai coprendo poiché sei interessato solo al denaro e al potere!» esclamò con la voce colma di rabbia.

Dario non cedette alle sue offese, rimase impassibile. Con uno scatto fulmineo del polso la afferrò per un braccio e la attirò a sé. Elga cercò di divincolarsi con tutte le sue forze da quella stretta d’acciaio ma non ci riuscì, era schiacciata contro il petto dell’uomo, i loro volti erano ad un palmo di distanza e i loro respiri caldi si fondevano. Fu un attimo, Dario le avvolse la nuca con la mano sinistra affondando le dita nel castano dei suoi capelli folti e soffici, mentre con il braccio destro la stringeva con forza al suo corpo e si impadronì della bocca di lei con prepotenza, baciandola con tale passione da toglierle il respiro.

Per Elga fu un’esperienza travolgente, sentiva un ché di insinuante nel modo con il quale Dario la stava baciando immobilizzandola con le braccia. Si sentì bruciare il sangue nelle vene. Non appena Dario le liberò le labbra rimase confusa e ammaliata allo stesso tempo.

«Perché mi hai baciata? Ho detto che non voglio una relazione con te è inutile che ora tenti di sedurmi nuovamente» disse con voce tremante, mentre il cuore le galoppava nel petto e il respiro divenne ansante.

«Ti amo ancora Elga, non ti immagini nemmeno quanto ho sofferto da quando te ne sei andata» la voce profonda e vellutata di Dario parve avvolgerla in un mantello di seta. L’uomo l’aveva baciata per metterla a tacere, affinché comprendesse quanto fosse ancora innamorato e non ultimo, perché voleva sentire almeno un’ultima volta la dannata sensazione di lei sulle labbra e il suo corpo bruciare di desiderio mentre la baciava e la stringeva a sé. Voleva un nitido ricordo al quale aggrapparsi e tormentarsi dopo l’inevitabile addio.

Elga rimase senza parole, non avrebbe mai pensato che Dario la amasse ancora, lei che già aveva dimenticato quella relazione breve e senza apparente importanza.

Era ancora fra le braccia di Dario e quando se ne rese conto, si divincolò, quel bacio l’aveva destabilizzata, non era intenzionata a lasciarsi andare al gioco di seduzione dell’uomo.

« Cos’è cambiato alla fondazione da quando me ne sono andata?» disse Elga in modo aspro cambiando immediatamente discorso appena si riprese dal torpore di quel momento, non era interessata alle dichiarazioni d’amore dell’uomo, tuttavia cercò di non incontrare lo sguardo di Dario poiché era ancora profondamente scossa, si sentiva umiliata. Lei si allontanò di qualche passo, ancora vacillante, l’uomo la guardava con fare carezzevole tuttavia, in fondo ai suoi occhi, era celata una profonda tristezza.

Dario prima di rispondere fece un lungo sospiro, «Niente è più come prima» affermò con tono ruvido mentre si accostò a lei, «Perchè dovrei dirtelo se siamo nemici?»

«Per rispetto a me e alla mia famiglia, mi sembra un motivo più che sensato. Se dici che non siete stati voi allora chi è stato a far scomparire Carlo? La dichiarazione di mio marito parla chiaramente» asserì decisa, e tirò fuori dalla borsa un foglio ripiegato «Guarda tu stesso il nome scritto in basso» disse porgendogli il foglio con disprezzo.

Dario lo lesse attentamente, e sollevò il capo rivolgendole uno sguardo sorpreso, «Ti giuro che non sapevo niente di tutto questo. Perché non me lo hai detto quando ti ho aiutata a fuggire?» la rimproverò incredulo.

«E secondo te avrei dovuto confidarti questo dettaglio?» ribatté Elga sollevando la voce.

Sentendola, un’impiegata che stava passando lungo il corridoio in quel momento, si voltò verso di loro.

«Elga non gridare per favore o ci sentiranno! Vieni nel mio ufficio, lì potremmo parlare senza essere disturbati» la avvertì a bassa voce dopo che l’impiegata si era allontanata. Con un movimento rapido del polso lei gli afferrò il colletto della camicia attirandolo al suo volto in modo che la guardasse forzatamente negli occhi.

«Va bene, però dovrai rispondere a tutto ciò che ti chiederò, altrimenti non esiterò a raccontare alla tua compagna della nostra relazione passata» gli disse in faccia con un sorriso compiaciuto cercando di riccattarlo e lasciò andare la presa.

Dario si sistemò il colletto trattenendosi per non imprecare contro di lei, era infastidito da quella minaccia, non pensava che sarebbe stata capace di arrivare a tanto pur di ottenere delle informazioni, quel gesto lo lasciò spiazzato.

«Seguimi» le disse freddamente a denti stretti. Elga rimase soddisfatta per essere riuscita a piegare la volontà di Dario a proprio piacimento.

Alex che nel frattempo attendeva in auto il ritorno della donna, udì il suo telefono squillare e rispose svogliatamente alla telefonata da parte di Leonardo .

«Ciao Leo mi spiace ma non ci sono. Mi trovo a Milano, sono venuto da Elga. Cosa devi dirmi?»

«Ho capito. Era per dirti che Nives ha avuto un grave malore ieri sera dopo che te ne sei andato. Marina l’ha accompagnata in ospedale, ha preso terribilmente a cuore ciò che le hai detto. Lei non voleva lasciarti» gli spiegò dispiaciuto.

«Mi spiace per quanto accaduto ma non posso farci niente, io non la amo. Non voglio essere costretto a stare con una persona che non desidero. Nives non è una bambina, dovrà imparare a farsene una ragione e accettare la realtà» disse in modo superficiale e con una vena d’indifferenza.

«Ma io non ti ho telefonato per farti cambiare idea. Le relazioni sono le tue e fai come vuoi, ci mancherebbe. Era solo per informarti del peso che hanno avuto le tue parole per quella ragazza» controbatté Leonardo sentendosi accusato ingiustamente.

Prima di replicare rifletté per alcuni interminabili secondi, «Non era mia intenzione far soffrire Nives, le ho spiegato che fra noi non può esserci niente e con ciò ho chiuso» finì con tono secco.

Leonardo non poté fare altro che terminare la telefonata per non litigare. Non sopportava il modo nel quale Alex era cambiato.

« L’esito della telefonata non mi sembra positivo. Cosa ti ha detto?» domandò Marina vedendo l’espressione corrucciata sul volto di Leo.

«Infatti è così. Non la lascerà facilmente ora che lei l’ha ricontattato» rispose rassegnato e gettò il telefono sul tavolo.

«Non possiamo rischiare che scopra il segreto della famiglia di Alex. Quella donna è un pericolo per la Fondazione. Se venisse a conoscenza di quel segreto manderebbe la società al fallimento» ribatté preoccupata.

«Troveremo un’altra soluzione» le disse Leonardo con sicurezza rivolgendole un’occhiata sprezzante.

Marina stette in silenzio, non era sicura di ciò ma provò a credergli.

Liguria. Città di Avila. Ore 11.55

Francesca era a scuola ed ascoltava annoiata la lezione di storia del professore. Quella mattina la sua mente vagava altrove, non vedeva l’ora che suonasse la campanella per poter andare via, si sentiva come in gabbia, contava con impazienza i minuti scanditi dall’orologio appeso alla parete sopra la lavagna. Di tanto in tanto si voltava verso la finestra aperta situata al lato sinistro del banco dove era seduta, per liberare i pensieri che la tormentavano. I suoi occhi si perdevano nei raggi caldi e luminosi del sole che filtravano attraverso le fronde degli alberi piantati nel giardino dell’istituto.Il suono improvviso della campanella la destò dai pensieri, era solo mezzogiorno, si ricordò che quel giorno vi era l’assemblea dei docenti. Immediatamente si alzò dalla sedia e ripose velocemente tutti i libri e il materiale scolastico nello zaino, avvolta dal chiasso assordante degli altri studenti che gridavano dalla felicità per il termine delle lezioni.

«Che ne dici se oggi pranziamo insieme?» Alessia si avvicinò a lei insieme a Mattia un ragazzo alto, dai capelli castani a spazzola e dall’aspetto amichevole.

«Per me è una buona idea, allora vieni?» la esortò lui.

«Si, certo che vengo con voi, avviso mia zia in modo che non prepari il pranzo per me» accettò convinta. Chiuse le stringhe del pesante zaino, se lo caricò sulle spalle ed uscirono insieme dall’aula. Una volta usciti, Francesca compose il numero di sua zia Daniela mentre si incamminava con gli amici per raggiungere il locale.

«Ciao zia, senti, posso pranzare insieme ai miei amici? Andiamo nel bar pasticceria qua vicino alla scuola» «Si puoi andare. E tua madre? L’hai telefonata? Oggi non l’ho sentita» domandò Daniela.

«Non ancora, fra un po’ le faccio una telefonata. Sono appena uscita da scuola» disse Francesca mentre attraversava le strisce pedonali.

«Ok, allora ci sentiamo più tardi» chiuse Daniela.

«Il rapporto con tua madre è migliorato?» le domandò incuriosita Alessia appena Francesca finì la telefonata.

« Sì, dai. Da quando ha ricominciato la sua relazione con Alex è più tranquilla» disse freddamente con le labbra piegate in un mezzo sorriso.

Alessia non le fece altre domande poiché aveva letto nel suo sguardo una forte infelicità mista a gelosia, preferì lasciar perdere ora che era presente anche Mattia.

Città metropolitana di Milano. Sede della Fondazione Indigo.

«Vuoi dire che una donna misteriosa governa la fondazione dietro le quinte?» disse Elga perplessa.

«Sí. La donna di cui ti ho parlato è la compagna di Ivan, é entrata di soppiatto nelle nostre vite all’improvviso. Era presente già tre anni fa quando eri nostra socia, ma per qualche motivo, Ivan l’ha presentata ufficialmente dopo che te ne sei andata» affermò Dario.

Elga alzò gli occhi al cielo e sospirò, «Cazzo! Ci mancava solo lei! E che ruolo ha?» domandò esasperata dai continui problemi che stavano sorgendo.

«É la vicepresidente e dirigente del dipartimento di gioielleria, le ha affidato il tuo ruolo» rispose mentre si sedeva sulla sedia dietro la cattedra lignea e incrociò le mani posate sul tavolo.

«Voglio sapere chi è, allora ha preso il posto anche di Vincenzo?!» esclamò col fiato sospeso, «Ora dove si trova quell’uomo? Devo saperlo, Carlo ha menzionato chiaramente lui nella lettera!» In preda alla collera, sbatté con forza i palmi delle mani sul piano della cattedra.

«Vincenzo si è trasferito in America, è stato costretto da Ivan a lasciare il posto di vicepresidente. Lo ha pagato con un’ingente somma di denaro purché se ne andasse. Aveva fretta di dare un ruolo di comando alla sua donna» spiegò lui mantenendo la calma.

Elga si allontanò delusa, lasciandosi andare sulla poltrona rivestita di velluto rosso in fondo alla sala. Pensò che tutti i suoi sforzi per arrivare a scoprire il vero colpevole della scomparsa di Carlo erano stati vani, solo Vincenzo poteva sapere il vero motivo, ed ora si sentiva nuovamente sopraffatta dall’angoscia.

«Non si può parlare ugualmente con lui?» insistette.

«Non saprei. Sono tre anni che non abbiamo sue notizie. E anche se dovessimo contattarlo non penso che sarebbe disposto a parlare, Ivan lo ha minacciato» rispose insicuro, «È meglio che lasci perdere la questione, vorrei aiutarti ma è pericoloso per te e per la tua famiglia intrometterti in questi giochi di potere» la avvertì, provando a farla desistere dalla sua mania di indagare.

«Perchè ha voluto quella donna al potere? Qual è il suo nome?» continuò a domandare con esasperazione, la sua voglia di sapere era troppo forte.

Dario era vistosamente ansioso, temeva a rivelare dei dettagli riservati della Fondazione poiché non conosceva ancora con esattezza le vere intenzioni di Elga. L’uomo si alzò e andò dinanzi a lei, le mise una mano sulla spalla e la guardò con un velo di compassione. «Domani se vieni all’asta la conoscerai, il suo nome è Valeria e su di lei non sappiamo niente. Sulla sua figura vige il più alto riserbo. Ti avverto che Ivan non sarà affatto contento di rivederti, fai attenzione. Per ora è tutto ciò che posso dirti» la avvertì accorato, e si diresse verso la porta.

Elga si alzò di scatto dalla poltrona e lo raggiunse, gli strinse un braccio per trattenerlo ancora per un’attimo, non aveva finito di parlare, le urgeva conoscere ancora un particolare. Dario si voltò, i tratti del suo viso si ammorbidirono nel vedere lo sguardo afflitto della donna.

«Perchè finiamo sempre per odiarci?» gli domandò con una nota di dispiacere.

«Fra di noi è sempre stato così, passione e odio, poiché siamo due anime libere che non amano le costrizioni che ci impone la vita. La nostra relazione è nata per questo, uno sfogo per entrambi. Nonostante ciò, ti ho amata sinceramente» rispose in modo conciso, sottolineando ancora una volta la forte attrazione che provava tutt’ora per lei come le aveva dimostrato poco prima con quel bacio. Il viso di Elga divenne cupo, abbassò lo sguardo per un momento per trovare le parole da dirgli. Dario l’aveva messa nuovamente in difficoltà, non avrebbe voluto proseguire con il discorso della loro relazione.

«Devo rivelarti anche un’altro particolare, la madre di Carlo ha donato il testamento alla fondazione» L’uomo ruppe il silenzio carico di tensione che si era creato fra loro, comprese che stava solamente facendo soffrire Elga riportando alla luce il loro torbido passato.

«Che stronza, l’ha fatto apposta» digrignò lei.

Udirono tre colpi ritmici provenienti dal retro della porta. «Chi è?» domandò Dario, facendo cenno a Elga di stare zitta.

«Sono la guardia, La informo che lei è convocato dal Presidente per presentarsi nel suo studio immediatamente, questioni riservate» disse una voce maschile decisa.

«Le dica che sto arrivando» rispose e si voltò verso Elga.

«Devi andare via subito, non posso rischiare che ti vedano nel mio studio» la avvisò.

«Anche se dovrebbero riconoscermi poco m’importa, tanto domani mi vedono comunque» controbatté lei con noncuranza.

«Ora è diverso, non sei la benvenuta in questa sede e lo sai bene, se Ivan ti scoprisse nel mio studio sarebbe uno scandalo, ci è stato proibito di avere contatti con te se non per eliminarti, ti considerano un pericolo»

Elga sollevò il sopracciglio, «Non mi preoccupa affatto» affermò con strafottenza ed uscì dall’ufficio. Si diresse verso l’uscita e una volta fuori dall’edificio tirò un sospiro di sollievo come per liberarsi dalle tensioni accumulate.

Bussò al finestrino dell’auto di Alex ed aprì lo sportello a fianco al suo posto. Elga si sedette sul sedile anteriore e si allacciò la cintura, «Finalmente me ne sono andata, non sopportavo più la loro presenza. In compenso ho incontrato una vecchia conoscenza che potrebbe aiutarmi nelle indagini» Alex mise in moto il veicolo e si allontanarono velocemente.

«Menomale. Una volta che hai chiuso con il tuo passato possiamo pensare al nostro futuro, che è meglio»

Elga si tirò indietro i capelli ed il manto color caramello andò a posarsi sulla spalla di Alex, contrastando con il bianco della camicia che indossava. «Eh sì, non vedo l’ora guarda…mi sta realmente togliendo le forze la questione del mio passato. Anzi ora che ho deciso di affrontarli direttamente è come se mi fossi liberata di un grosso peso» gli disse fingendo di essersi rasserenata rivolgendogli un’occhiata fugace.«Ora faccio una telefonata a Francesca, oggi non l’ho ancora sentita, poi se vuoi andiamo a pranzo al ristorante»

«Accetto volentieri, ci voleva proprio per festeggiare la ripresa della nostra relazione» le disse.

Elga prese lo smartphone dalla borsa e chiamò subito sua figlia. Francesca stava pranzando con i suoi amici un pasto a base di hamburger e patatine fritte e mentre parlava con loro, udì il telefono squillare, ma prima di aprire lo zaino si pulì le dita con il tovagliolino. Si chinò e prese il cellulare dalla tasca interna dello zaino appeso allo schienale della sedia, «È mia madre, voi continuate a mangiare, tornò fra poco» Uscì dal locale per parlare in privato.

«Ciao mamma, sono appena uscita da scuola e sto pranzando con i miei amici nel fast food vicino all’istituto, oggi c’era l’assemblea generale dei docenti. E tu, come va da quelle parti ?»

« Tutto apposto per il momento. É venuto Alex da me e ora stiamo andando a pranzo al ristorante, è stata una bellissima sorpresa» disse allegramente. Francesca sentì un brivido freddo scorrerle lungo la schiena. Si sentì svuotata della sua stessa anima mentre i suoi occhi si gonfiavano di lacrime. Il telefono le cadde dalla mano tremante, producendo un suono sordo al contatto col gradino di marmo.

Elga non udì più la voce di Francesca e iniziò a preoccuparsi, «Francy cosa è accaduto? Non ti sento più, Francy, sei ancora in linea?» La ragazza aveva perso tutta la vitalità che la contraddistingueva e il suo viso era velato da una cupa malinconia. Udì il suo nome pronunciato a voce alta dalla madre e raccolse lo smartphone. Si specchiò nel vetro e si accorse che a causa dell’urto si era spaccato creando innumerevoli fili che si diramavano in tutta l’interezza dello schermo, come il suo cuore in quel momento, pensò.

«Si, sto bene, mi è solo caduto il telefono. Ah ok, sono felice per voi» balbettò evidentemente agitata.

«Ok…Inoltre mi sono recata alla sede della Fondazione Indigo con il pretesto di vedere di persona un’opera d’arte, e nel frattempo ho incontrato un vecchio amico che potrebbe aiutarmi nelle indagini per scoprire più dettagli sulla scomparsa di tuo padre» le spiegò.

«Spero che si risolva al più presto tutto in modo da riuscire a comprendere qualcosa in più sulla vicenda. Ora devo andare perché i miei amici mi stanno chiamando. A dopo» replicò frettolosamente, mentendole. Rientrò nel locale e Alessia notò immediatamente l’espressione triste sul viso dell’amica e intuì il motivo.Francesca si sedette nuovamente al suo posto e riprese a mangiare lentamente con gli occhi bassi, senza proferire parola.

Città metropolitana di Milano. Ore 19.30

Valeria rientrò con un cofanetto ligneo fra le mani e si diresse verso lo studio di Ivan. L’uomo era seduto alla scrivania, il suo sguardo pensieroso cadeva sui fogli che stava osservando con disattenzione.«Ivan ho con me la collezione di gioielli di cui ti ho spiegato» l’uomo non rispose.

«Cosa ti succede? Non sei più interessato a scoprire di cosa si tratta?» gli domandò stranita per l’apatia che ora l’uomo mostrava in contrasto con la curiosità presente poche ore prima. Ivan si alzò e dal cassetto della scrivania prese il libro con la copertina nera contenente i ritagli di fotografie e glielo mostrò a un palmo di distanza dal viso, aprendolo sulla pagina con le foto di Carlo.

«Di chi è quest’album? Immagino che sia tuo, visto che nessun’altro ha accesso al mio studio oltre a te» disse cercando di mantenere la calma poiché era estremamente nervoso.

Valeria trasalì nel vederlo, «Dove lo hai trovato?» domandò subito strappandogli dalle mani l’album.

«Era nel cassetto dello schedario. Perché mi hai mentito spudoratamente? Tu ricordi, non potrebbe essere altrimenti!» La voce colma di collera di lui sibilò come una frustata. Valeria fissò l’uomo con gli occhi sgranati, non sapeva cosa obbiettare. Abbassò gli occhi, improvvisamente sgomenta e deglutì.

«Non è recente, non so chi sia quell’uomo. L’album era l’unica cosa che avevo con me quando sono stata in ospedale e ogni giorno sfoglio quelle pagine in attesa che appaia un ricordo su di lui. Chi era realmente? Mi ricordo che quando sono entrata a far parte della fondazione era già socio di vecchia data insieme a sua moglie, che è la proprietaria della collana mentre lui è scomparso senza lasciare traccia» spiegò convinta illustrandogli ciò che ricordava, dimostrandogli che non gli aveva mai mentito da quando lo conobbe.

Ivan le si avvicinò e le sollevò il mento costringendola a guardarla negli occhi colmi di rimorso per le terribili parole che le aveva rivolto, l’espressione dapprima accigliata si distese divenendo più tenera. «Scusami per aver dubitato di te, mi sento profondamente in colpa. Ti giuro che non accadrà più, ma ho sinceramente pensato che tu mi stessi mentendo»

Valeria non aggiunse altro; il suo respiro divenne ansimante e lei dischiuse le labbra istintivamente, aspettando quelle di lui. Ivan si chinò sul viso della donna e le sue labbra le bruciarono la gola palpitante. Ivan la strinse a sé con un braccio e con la mano libera fece scorrere delicatamente i polpastrelli lungo la schiena di Valeria fino alla cerniera lampo che tirò giù con un gesto deciso slacciandole il vestito, per poi ritornare sulle spalle per prendere le bretelle e le lasciò scorrere lungo le braccia. Il vestito scivolò sul pavimento, lasciando completamente libero il suo corpo dalle curve generose, la ammirò come se avesse dinanzi agli occhi una marmorea statua greca.

«Il corpo di una donna bellissima può avere dei difetti che non fanno altro che esaltare il suo fascino…» le disse posando lo sguardo sulle cicatrici biancastre estese dal collo fino al petto, causate dalle ustioni. Le parole gli morirono sulle labbra con un gemito e la baciò con trasporto.

Lei gli slacciò uno dopo l’altro i bottoni della camicia accarezzandogli i muscoli vigorosi delle braccia e del torace, per poi avvolgergli il collo con le braccia. Sempre baciandola la aiutò a sdraiarsi sulla chaise longue di velluto nero, la morbida imbottitura di ovatta della seduta si modellava sotto i fianchi della donna, «Ti amo perdutamente…» le sussurrò con la voce arrochita dal desiderio, mentre le sue labbra roventi iniziarono a scorrerle sul collo fino al seno e lei gli si abbandonò totalmente.

Città metropolitana di Milano. Ore 09.00

Elga accompagnata in auto da Alex giunse dinanzi alla sede della Fondazione Indigo, all’esterno era già gremito di uomini e donne d’ogni età vestiti con abiti elegantissimi e raffinati, venuti da ogni parte del mondo per partecipare all’asta che si sarebbe tenuta a breve.

«Ah, però! Che riunione di ricconi!» esclamò Alex con sarcasmo dal quale traspariva una nota di disprezzo.

«A quanto pare non sanno più come gettare via i propri soldi»

«Esatto…una volta facevo parte di questo mondo al quale ora fortunatamente, non appartengo più. Preferisco vivere nella semplicità del quotidiano, è molto più gratificante» gli disse distrattamente mentre osservava le persone entrare nell’edificio.

«Purtroppo è come l’altra volta, tu non puoi venire con me» le disse dispiaciuta.

«Non è un problema, non mi piacciono questi ambienti e lo sai già» Si abbracciarono e dopo essersi scambiati un bacio, Elga entrò nella sede.

Registrò il suo nome e i dati al desk e l’impiegata le consegnò la paletta per fare l’offerta con impresso il suo nome e il numero. Una guardia la accompagnò nella sala situata al piano terra e la fece accomodare nella poltroncina nella seconda fila. Per un attimo le parve di essere ritornata indietro nel tempo immersa fra gli schiamazzi dei presenti e la voglia di competitività che permeava nella sala, dove tutti erano convinti di avere il prezzo più alto con il quale si sarebbero aggiudicati l’opera tanto bramata. Le guardie chiusero la porta d’ingresso non appena tutti si sedettero ai loro posti.

Dario andò alla postazione del battitore dietro la cattedra dove avrebbe annunciato di lì a poco, l’inizio dell’evento. In entrambi i lati erano posti i banchi riservati agli impiegati che gestivano le offerte telefoniche e online.Due ragazzi del personale appesero nel punto più alto della parete libera a fianco alla cattedra, una tela raffigurante un variopinto paesaggio astratto di dimensioni considerevoli in modo che tutti potessero vederlo. «Manca poco» sussurrò Ivan all’orecchio di Valeria, erano seduti in prima fila.

Dario batté tre colpi decisi col martelletto che risuonarono fragorosi come tuoni all’interno dell’ampia sala, ed immediatamente, tutti smisero di parlare fra loro, rivolgendo lo sguardo verso Dario «L’asta è ufficialmente aperta, vi ringrazio per la vostra partecipazione, oggi vi presentiamo una serie di opere di grande pregio create da artisti contemporanei. Il mio obbiettivo è far conoscere il fascino e la particolarità dell’arte moderna che sta dominando il mercato odierno, e per noi un vero onore ospitare le opere di questi artisti che hanno saputo rivoluzionare il mondo dell’arte. Ed ora non posso fare altro che augurarvi buona fortuna»

Dario fece un breve inchino dinanzi ai presenti i quali applaudirono con trasporto e scattarono delle fotografie. Il battitore salì sulla postazione e Dario gli consegnò il martelletto non appena giunsero Ivan e Valeria, come se fosse un passaggio del testimone, era uno dei momenti più solenni e significativi insieme alla vendita finale dell’opera.

«Per questo dipinto partiamo da 25.000, qual è la vostra offerta?» il battitore pronunciò con decisione la domanda di rito al microfono e l’eco risuonò in tutta la sala.

«Prima offerta in sala, da telefono 25.200€, chi offre 25.500?» annunciò con trepidazione il battitore.

Elga stava aspettando proprio il momento dell’offerta per uscire allo scoperto. La donna si alzò dalla sedia per farsi notare e pronunciò la sua offerta, «Offro 25.600. Ammetto che mi è mancato un pochino questo mondo corrotto dal denaro» disse con sarcasmo.

Ivan trasalì violentemente come la vide, «Elga?!»

«Come vedi non ho paura di voi, non mi fa più alcun effetto vedere i vostri volti e non ho problemi a presentarmi quando voglio» affermò strafottente mantenendo fieramente il contatto visivo con Ivan, il quale avvampò di rabbia nel vederla.

I presenti iniziarono a commentare fra loro in modo offensivo contro di lei per la sua reazione sconsiderata e poco educata dinanzi ad un pubblico di persone importanti, etichettandola come scandalosa. Elga non si curò delle loro parole e si voltò verso la donna vestita di nero che stava in piedi di fianco a Ivan, con sgomento la riconobbe e non poté credere ai suoi occhi.

«Carmela?!» Esclamò incredula, non poteva essere lei, pensò.

All’asta era presente anche Alida, e non appena udì il nome di Carmela, sbiancò di colpo, portandosi le mani alla gola, il suo volto divenne mortalmente pallido. Improvvisamente le mancò il respiro e svenne, causando il panico in sala.

CONTINUA…

39 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Ciao Yle!
    Oggi ci hai dato dentro, ah, con le novità? 😀
    Comunque due cose:
    1) come mai stavolta hai tolto i riferimenti ai luoghi come avevi fatto negli ultimi episodi? (curiostià, solo quello)
    2) perché è sempre il povero Alex (mi ci sono affezionato, 😜) ad andarci di mezzo?

    ❤

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao Ale!!! 😘
      Mi sono dimenticata di aggiungerli all’inizio talmente ero presa dal corso degli eventi! 🤣🤣🤣 Rimedio subito! 😉
      Già è vero, è proprio crudele questa fidanzata!!! 🤣🤣🤣😝

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Eh, lui c’è sempre di mezzo, poveretto! ❤😜

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      2. Yleniaely ha detto:

        Piccola anticipazione: i guai per il poveretto non sono ancora finiti, c’è un segreto anche su di lui! 😉♥️

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      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        Eh, mi pareva strano…

        😜😝😝😝

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      4. Yleniaely ha detto:

        Nuova ondata di colpi di scena nel prossimo episodio! 😃👍😘😘😘

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      5. Alessandro Gianesini ha detto:

        ❤😘

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  2. Nonna Pitilla ha detto:

    certo un finale di parte con botto! forse Valeria riuscirà a capire chi è! mi spiace molto per francesca! ma è giovane le passerà!! e vai aspetto la prossima puntata ! brava come sempre

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie mille di cuore!!! 😘
      La prossima puntata nuovi colpi di scena a raffica! 😉♥️

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      1. Nonna Pitilla ha detto:

        ottimo aspetterò!

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      2. Yleniaely ha detto:

        😍😘❤️❤️❤️

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  3. MadameSerendipity ha detto:

    Sempre molto avvincente 🌺 un abbraccio

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buongiorno!!! 🙋😘 Grazie mille di cuore!!! 🥰💕
      Un forte abbraccio pieno d’affetto anche a te!!! 🤗❤️😘💕💕💕

      Piace a 1 persona

  4. eleonora zizzi ha detto:

    Bellissimo brano! Buongiorno!😊🤗

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie mille di cuore!!! 😘🥰 Buongiorno e buon sabato anche a te!!! 🥰

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  5. Gianluca Brescia ha detto:

    Buongiorno Ylenia Ely 😊 Complimenti per il disegno e per tutto il 14° capitolo 🙂
    Secondo me Dario tornerà per Elga 😄

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buongiorno Gianluca! 🙋🥰
      Grazie mille di cuore!!! 😘
      In arrivo nuovo capitolo ricco di colpi di scena, è stata una vera sfida scrivere il 14° perché sta diventando sempre più complesso, sono felicissima che sta piacendo!!! Mi riempie di gioia!!! 😃😃😃😃

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      1. Gianluca Brescia ha detto:

        Figurati! 🤗 ci saranno colpi di scena su Elga o su Valeria? 😄😆
        Io vedrei bene tutta la storia illustrata a fumetti / disegni 😀

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      2. Yleniaely ha detto:

        Tantissime nuove rivelazioni! 😃👍
        Sarebbe bellissimo! 🤩🤩🤩

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      3. Gianluca Brescia ha detto:

        Sono curioso dei nuovi scoop 😃🙂😈

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      4. Yleniaely ha detto:

        😃👍👍👍😉

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  6. silvia ha detto:

    Wow, sempre più bello e avvincente, aspetto il seguito 😉

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buongiorno Silvia! 🙋🥰 Grazie mille di cuore!!! ♥️ In arrivo nuovo capitolo ricco di colpi di scena! 😉😃♥️

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciaooo!!! 🙋🥰😘 Grazie mille di cuore!!! ❤️ Buon sabato e buon fine settimana!!! 😘❤️🤗💕💖 Un forte abbraccio pieno d’affetto!!! 😘❤️💕💖

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  7. Roser ha detto:

    Qué bonito, Ely. Muy buen trabajo🤗🌸

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    1. Yleniaely ha detto:

      ¡Hola! 🙋🥰 Te agradezco infinitamente con todo mi corazón!!! 😍♥️
      Muchísimas gracias, estoy muy feliz!!! 😘
      Te mando un abrazo muy fuerte y feliz fin de semana!!! 🤗😘🥰💕💖

      Piace a 1 persona

  8. forresting365 ha detto:

    WOW, Ely!!! Another BEAUTIFUL drawing and very exciting installment!!! Looking forward to the next chapter!!! Cheers and HUGE hugs!!! 🤗❤️☀️🌷🦋

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart dearest Katy!!! 😍😘🥰💕 I’m very happy, thank you so much for your fabulous comment!!! 😄💕💕💕
      I send you a very big hug full of affection and much love!!! ❤️❤️❤️💕💕💕💕

      Piace a 1 persona

      1. forresting365 ha detto:

        It’s absolutely, positively my pleasure, Ely!!! ❤️🤗💕🌀🌷🦋😊!!!

        Piace a 1 persona

    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie mille di cuore!!! 😃♥️
      È il mio personaggio preferito della serie, è estremamente misteriosa 😍

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  9. Fantom Caligo ha detto:

    Ciao
    Hi lettongli ultimi due capitoli. L’intrigo è degno di una televonela, sempre più misteri che s’intrecciano. Complimenti

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciao! Grazie mille di cuore!!! 😊

      "Mi piace"

    1. Yleniaely ha detto:

      😘😘😘♥️♥️♥️♥️

      Piace a 1 persona

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