Il filo del destino (15 parte)

Riassunto dell’episodio precedente: Elga e Dario discutono a lungo della loro relazione passata e l’uomo le fa comprendere di essere ancora innamorato di lei, baciandola. Elga gli intima che fra loro non potrà esserci niente poiché è già fidanzata e non vorrebbe una relazione con un membro della Fondazione. La donna risoluta a portare avanti le proprie indagini a qualsiasi costo, lo ricatta, minacciandolo che avrebbe rivelato la loro relazione alla sua compagna se non le avrebbe confessato delle informazioni su Vincenzo e sulla fondazione.

Alex nel frattempo ha una breve e accesa conversazione telefonica con Leonardo, il quale è contrario alla relazione con Elga e continua a fargli pressione per convincerlo a lasciarla dicendogli che Nives è stata male a causa sua.

Dopo la conversazione, Leonardo informa Marina della telefonata appena terminata, facendole comprendere che i tentativi di far cambiare idea a Alex riguardo a Elga, sono inutili. In quel momento, Marina accenna ad un segreto che accomuna Alex e Ivan, e pensano ad un nuovo piano per far separare i due prima che lei venisse a conoscenza del segreto.

Dario rivela ad Elga i cambiamenti avvenuti nella fondazione durante la sua assenza e non riuscendo a mettere da parte i suoi sentimenti ancora forti, decide di aiutarla nelle indagini.

Il giorno seguente Elga si presenta all’asta d’arte e appena vede Valeria, riconosce nel suo aspetto Carmela. All’evento era presente anche Alida, la quale nell’udire il nome di sua figlia scomparsa, sviene a causa di un malore. Il filo del destino (14 parte)

Valeria. Matite colorate su foglio A4.

Il panico si diffuse nella sala appena Alida svenne. Due donne sedute a fianco a lei le prestarono i primi soccorsi.

Accorse immediatamente Ivan per vedere cosa stava accadendo, «Alida!» esclamò preoccupato.

L’uomo si chinò e le picchiettò le guance per cercare di farla rinvenire, era pallidissima. Le strinse il polso per ascoltare le palpitazioni cardiache, tirò un sospiro di sollievo appena si rese conto che il battito era regolare.

« L’asta è rimandata, potete andare!» la sua voce tagliente risuonò nella sala.

« Ma lei è…? Cosa è accaduto?» si avvicinò anche Dario allarmato per la situazione e sussultò nel vedere la madre di Carlo svenuta sulla seggiola.

«Elga ha pronunciato il nome di Carmela non so per quale motivo, non sono stato attento poiché è accaduto tutto così all’improvviso. Ora non abbiamo altro tempo da perdere, devo accompagnare Alida in ospedale. Tu rimani nella sala e chiudi l’evento, assicurati che tutti se ne siano andati prima di parlare con Elga. Voglio sapere per quale motivo si trova qui» disse ancora scosso per la presenza indesiderata della donna, le parole furono pronunciate con tono imperativo e Dario annuì.

Ivan prese Alida fra le braccia con delicatezza ed uscì accompagnato da una guardia addetta alla sicurezza.

Intanto Elga approfittando della situazione confusa, salì per le scale che portavano alla piattaforma dove era situata la cattedra e i banchi degli impiegati. Valeria era ancora lì mentre parlava con il personale, probabilmente stava chiedendo dei chiarimenti riguardo all’accaduto. La donna nel vederla percepì un misto di sorpresa ed emozione, voleva domandarle se fosse realmente lei. Mosse dei passi esitanti verso Valeria, la quale era ancora impegnata a parlare con i colleghi. Il volto di Elga era illuminato da un sorriso colmo di felicità misto a commozione per aver rivisto la sorella di Carlo che credeva morta più di 6 anni fa.

«Carmela… è meraviglioso rivederti, dove sei stata tutti questi anni» le disse sorridendo, la sua voce era tremante per la forte emozione che le gonfiava il petto, facendole battere il cuore velocemente. La donna si voltò senza che un solo muscolo vibrasse sul suo bel volto impassibile e le sue labbra assunsero una piega sprezzante. In un’attimo, i suoi indagatori occhi color dell’oro che balenarono attenti attraverso gli occhiali, si posarono duramente su Elga.

«Non sono io la donna che cerchi, probabilmente ti sei solamente confusa. Il mio nome è Valeria e inoltre, non ti conosco. So solamente che hai mandato in fumo il nostro lavoro e i nostri sforzi durati mesi, dovresti solo vergognarti. Non ti saresti dovuta nemmeno rivolgere a me, ciò dimostra quanto tu sia sfacciata» affermò con tono calmo ma vibrante pieno di sdegno sotto lo sguardo allibito di Elga.

L’espressione dapprima affettuosa che illuminava il volto della donna, scomparve divenendo cupa, quelle parole cariche d’odio la colpirono duramente.

«Come sarebbe che non ti ricordi di me? Sono Elga la moglie di Carlo. Voglio precisare anche che non merito questo trattamento da parte tua; se proprio non lo sai tuo fratello è scomparso nel nulla tre anni fa esattamente come te, non comprendo dove sei stata e perché non ti sei fatta sentire per tutto questo tempo!» Insistette con la voce profondamente ferita da quelle parole cercando di far sorgere in lei un ricordo.

Gli occhi di Valeria si restrinsero fino a ridursi a due fessure attraverso le quali le sue dorate iridi ardenti, scintillarono minacciosamente. «È inutile che insisti. Ripeto, non so chi tu sia e non conosco le persone di cui mi stai parlando. Non ho altro tempo da perdere con te poiché ce ne hai fatto perdere abbastanza con il tuo comportamento incivile e puerile! E ora puoi anche sparire dalla mia vista!» Esclamò con disprezzo enfatizzando le ultime parole.

Subito una collera violenta travolse Elga, le sue labbra si contrassero e il bel volto sbiancò per l’ira. Si allontanò di pochi passi per riuscire a dominarsi e infine si volse.

«Secondo me sei totalmente impazzita o fai finta di esserlo poiché fingi di non conoscermi. Visto che ti piace offendere gratuitamente senza motivo, non mi tiro indietro nemmeno io. Sei diventata uguale a tua madre. A pensare che all’inizio andavamo d’accordo, forse era solamente uno specchietto per le allodole per nascondere…cosa? Invidia forse?» controbatté Elga.

« Innanzitutto, non permetterti di prendermi per pazza, io non ricordo più niente della mia vita, ho perso la mia identità dopo essere sopravvissuta ad un incendio! Cazzo, non vedi i segni sul mio corpo?» La sua voce risuonò più tagliente di una lama affilata. Elga inizialmente non aveva visto alcun segno sul corpo della donna.

Ora che Valeria le fece notare di avere dei segni evidenti, guardò con attenzione le porzioni di pelle candida che si intravedevano dalla scollatura della giacca che lasciava scoperto il collo e parte del petto. Difatti si accorse che delle macchie più chiare erano presenti proprio sul torace e sul viso. Elga non aveva più dubbi, Carmela era sopravvissuta all’incendio!

Dario che nel frattempo aveva appena finito di parlare all’esterno della sede Indigo con le persone presenti all’asta, appena rientrò nella sala oramai vuota, si accorse della conversazione accesa fra le due donne e decise di intervenire.

«Valeria, Elga, ora smettetela di litigare, non è il momento né il luogo adatto!» le rimproverò duramente Dario.

Valeria se ne andò amareggiata per l’accaduto, ma la conversazione con Elga le lasciò comunque un pensiero fisso: e se lei fosse realmente Carmela?

«Dario, questa donna è Carmela la sorella di Carlo, possibile che nessuno se ne sia accorto? Poi, cos’è questa storia che non si ricorda del suo passato e si fa chiamare con un falso nome? è allucinante…» disse esasperata sollevando gli occhi al cielo.

L’uomo sospirò «Ascolta Elga, ora calmati e ragioniamo. Tu sei sicura che lei sia Carmela? Perché ciò che ti ha detto è reale, non ricorda più niente e su questo aspetto non si può darle torto»

«Certo che è lei, i suoi tratti somatici e la sua voce sono perfettamente riconoscibili. Tu non lo puoi sapere poiché sei entrato a far parte della fondazione quando Carmela era già scomparsa, non l’hai mica conosciuta» ribatté.

Dario abbassò lo sguardo per un’attimo impensierito per la rivelazione «Questo cambia tutto» poi guardò nuovamente Elga con apprensione «Ne parliamo in privato prossimamente, ora se vuoi un consiglio, esci da qui prima che torni Ivan»

«Quando ci rivedremo per parlarne?» le domandò con trepidazione, avrebbe voluto proseguire subito il discorso. Gli occhi di Dario furono nuovamente persi in quelli di lei: «Non so. Devo pensarci. Hai un recapito dove contattarti nel caso?» restò impaziente nel ricevere una risposta immediata.

Elga prima di affidarle un suo contatto, ci pensò per un’attimo, domandandosi se fosse giusto affidare ad un membro della Fondazione la possibilità di contattarla e mettere in pericolo la sua sicurezza personale. Decise di dargli l’indirizzo email che usava per le conoscenze, l’uomo prese subito nota registrando il contatto nella rubrica dello smartphone.

«Grazie. Appena ho un momento libero ti mando un’email per informarti del luogo dove potremmo incontrarci. Oggi come vedi, a causa del tuo carattere focoso hai mandato in fumo l’asta che avevo organizzato, non era mai successo prima d’ora» le fece notare infastidito con una nota di scherno.

Elga percepì il pesante sarcasmo ma non gli diede peso; Le ritornò alla mente lo svenimento di Alida e decise di domandargli spiegazioni, nonostante non le importasse, tanto per cambiare discorso.«Da ciò che ho capito Alida è svenuta perché ho pronunciato il nome di sua figlia. Beh, le sarebbe cambiato poco anche se l’avesse parlata, tanto non ricorda niente, sempre se non si tratta di una bugia»

« L’ha accompagnata Ivan in ospedale, ma non è niente di grave, è soltanto uno shock» rispose lui.

Elga ascoltò distrattamente e disinteressata, «Meglio per lei. Ora devo andare, c’è Alex che mi aspetta fuori» la donna gli aveva girato le spalle ed evidentemente, considerava chiuso l’argomento.

Dario la guardò affascinato fino a quando scomparve oltre il portone, quella donna non sapeva di emanare un fascino sconvolgente.Si diresse fieramente all’esterno come se non fosse accaduto niente, non c’era più nessuno, salvo gli impiegati della fondazione.

All’esterno, trovò Alex in piedi accanto all’automobile, come la vide si tolse gli occhiali da sole e la guardò con fare interrogativo «Cosa è successo là dentro? Improvvisamente ho visto tutta quella gente uscire fuori. Parlavano animatamente lamentandosi per l’interruzione dell’asta»

«È una storia lunga, ti racconto tutto mentre siamo in giro, ti anticipo solamente che a volte i morti sembrano risorgere. Oggi ho rivisto mia cognata Carmela che tutti credevano morta in un incendio. Sembra che abbia perso la memoria a causa dell’incidente» disse pacatamente ma con tono acuto mentre si sedeva nel sedile anteriore dell’auto.

Alex piegò le labbra in un leggero sorriso e scosse il capo. Elga era una donna dal carattere estremamente forte, non l’avrebbe cambiata nessuno e proprio questo lato indomito che la rendeva incredibilmente attraente, emanava una forza d’animo irresistibile.

Mezz’ora dopo. Ospedale.

Marco si precipitò nella stanza dell’ospedale dove Alida era distesa sul letto, era ancora pallida ma come vide suo figlio Marco, le sue guance assunsero un leggero colore rosato.

«Come stai? Ivan mi ha informato della situazione. Perché Elga deve sempre intromettersi nella nostra famiglia!» esclamò risentito, poiché la considerava la causa di tutti i loro problemi.

Alida scosse il capo, «Questa volta ha fatto bene ad intromettersi. Ivan ti ha detto il motivo del mio malore?»

«Mi ha fatto una breve telefonata per dirmi solamente che eri svenuta e ti ha accompagnata in ospedale, nient’altro. Aveva fretta di rientrare alla sede, aggiunse solo che Elga aveva rovinato l’asta d’arte»

Alida prima di parlare ripensò al momento quando udì Elga pronunciare il nome di sua figlia, decise di raccontare tutto a Marco. Aveva il diritto di saperlo «Devo dirti una cosa molto importante che ti sconvolgerà» accennò con tono tremante mentre il cuore le balzava nel petto.

Marco si accigliò, immaginando che si trattasse di una brutta notizia.

«Ricordi quando ti ho detto che avrei dovuto chiedere una cosa molto personale a Valeria?» L’uomo annuì, il suo volto era ombroso.

«Elga mi ha anticipata. Appena ha visto quella donna nella sala in lei ha riconosciuto Carmela. È stato terribile per me» disse con gli occhi lucidi, un nodo alla gola le fece venire nuovamente voglia di piangere, tuttavia si trattenne.

Marco trasalì nel sentirla dire che Carmela era sopravvissuta, gli sembrava impossibile «Cosa?! È per questo che mi hai detto di conoscerla! Allora perché non me lo hai detto da subito che lei era mia sorella?!» La sua voce potente echeggiò nella sala, noncurante dei malati che riposavano nei loro letti.

«Perchè non ero sicura all’inizio! Era questo che dovevo chiederle!» precisò giustificando la sua scelta.

Marco sbuffò, aveva i nervi a fior di pelle, mosse qualche passo per scaricare la tensione e si voltò nuovamente verso sua madre.

Per lui fu uno shock scoprire che Carmela era viva « Dov’è Ivan, devo parlargli» il tono imperioso della sua voce la fece tremare.

«È andato via subito, mi ha lasciata alle cure di un’infermiera. Sono rinvenuta mentre ero sdraiata sui sedili della sua automobile, non so se sia ritornato alla fondazione» Alida era ancora confusa, parlò cercando di rimettere insieme i pezzi dei ricordi che affioravano.

«Vado alla fondazione, devo parlare con Ivan» disse lui con fermezza ed uscì dalla stanza a passo svelto. La madre dischiuse le labbra come per dirgli qualcosa, ma le parole le si bloccarono nella gola.

Città metropolitana di Milano. Casa di Elga.

«Da ciò che ho compreso, credevi che tua cognata fosse morta in quell’incendio. Non è mai stato scoperto il colpevole?» Domandò Alex cercando una risposta per fare chiarezza sulla questione alquanto complessa.

«No. A quanto pare quando ci sono i membri della Fondazione di mezzo a questi incidenti, le indagini portano ad un vicolo cieco…sono bravi a nascondere le prove e…a nascondersi loro» disse Elga mentre accendeva con l’accendino la sigaretta che teneva fra le labbra.

«Quale sarà la tua prossima mossa?»

«Contatterò Vincenzo, un membro della Fondazione molto vicino alla famiglia di Carlo. Lui è la chiave per scoprire la verità. Dario, il mio ex collega, forse può mettermi in contatto con lui, dovremmo vederci oggi per discuterne in privato» rispose illustrandogli i suoi piani. Dalla sua voce traspariva una leggera nota di insicurezza, non era certa che Vincenzo avrebbe collaborato con lei essendo in passato, il rivale di Carlo.

Alex le si avvicinò e le mise le mani sulle spalle, guardandola negli occhi, «Se fossi in te non mi fiderei ad incontrare uno di loro, potrebbe essere una trappola, stai molto attenta» la avvertì.

Elga scosse la testa e si allontanò, «Non é mio nemico» tossicchiò portandosi la mano alla bocca e si rivolse nuovamente ad Alex «Probabilmente é l’unico membro della Fondazione che ha sempre avuto rispetto per me e la sua disponibilità ad aiutarmi é sincera. Vincenzo è l’unica pista da seguire che ho per il momento e devo continuare per quella strada, ogni dettaglio è importante per me» Anche la famiglia di Leonardo fa parte della fondazione, come si chiama suo padre?»

«Vincenzo, si è separato da sua madre tre anni fa dopo averla tradita con un’altra donna, dopodiché si è trasferito in America con lei» Elga trasalì, non poteva crederci, era probabilmente il Vincenzo che stava cercando, la coincidenza la lasciò senza fiato.«Anche l’uomo che sto cercando si è trasferito in America! Che cognome ha?» domandò in modo incalzante.

«Laghi, quindi è lui?!» Esclamò Alex. La scoperta è stata a dir poco scioccante per entrambi.

«Cazzo! La risposta ce l’avevo dinanzi agli occhi e non me ne sono mai resa conto!» Il cuore le martellava nelle tempie per l’agitazione, si pentì per non aver parlato prima con Alex della faccenda, avrebbe ottenuto da subito quelle informazioni «Non sapevo che Vincenzo avesse un figlio, e mai avrei pensato che fosse proprio Leonardo!»

«È davvero incredibile, mi hai lasciato senza parole, davvero»

«Cosa sai ancora su di lui?» si precipitò a domandargli.

« Nient’altro purtroppo, Leonardo è un ragazzo estremamente schivo e non ama parlare dei suoi problemi famigliari. Mi ha detto solo ciò che ti ho raccontato e non ha più toccato l’argomento» fece spallucce.

«Non fa niente, sono comunque preziose le informazioni che mi hai detto. Quindi riparti stasera?» Elga si avvicinò a lui con il viso contratto in un’espressione addolorata e gli posò le mani sul petto in attesa che la stringesse fra le braccia.

«Purtroppo sì, domani devo rientrare al lavoro. Ti prometto che tornerò il prossimo fine settimana, non ti lascio sola e non vedo l’ora che torni in Liguria, ti aspettiamo tutti» la voce colma di tenerezza di Alex la avvolse e lei di ricambio, si strinse al suo petto in cerca di protezione, aveva gli occhi a fior di lacrime, non sapeva quando sarebbe potuta rientrare in Liguria e non poter rivedere la sua famiglia le procurava un grande dolore.

«Vieni a pranzo al ristorante? Ti confesso che volevo farti una sorpresa, ho prenotato tutto stamattina mente eri all’asta, devo dirti una cosa importante» disse con tono caldo.

«Sí, come posso rifiutare il tuo invito?» il suo sorriso ritornò ad essere solare e sentì il proprio corpo rinvigorirsi. Lo baciò appassionatamente dopo averlo ringraziato.

Liguria, città di Avila. Ore 12.00 Casa di Daniela.

Francesca nonostante fosse già mezzogiorno, non si alzò dal letto, non perché fosse domenica e voleva restare ad oziare tutto il giorno, non aveva voglia di fare niente né di vedere nessuno. Era avvolta fra le lenzuola mentre ascoltava della musica con gli auricolari collegati allo smartphone per consolarsi, i capelli scompigliati sul viso coprivano in parte i suoi occhi tristi. Ricevette un messaggio da Alessia, la quale la invitava a venire al mare con lei per trascorrere insieme la domenica, la ragazza accettò per svagarsi poiché il pensiero fisso di Alex la stava facendo soffrire.

«Francy, non fai colazione oggi?» la voce preoccupata di Daniela le giunse dal retro della porta.

«Mangio una cosa veloce e vado al mare con Alessia,..» rispose fingendo di essere serena per non far preoccupare la zia. Balzò a sedere sul letto e si asciugò gli occhi con i palmi delle mani, si diresse pigramente in bagno a lavarsi e vide il suo viso riflesso nello specchio, aveva gli occhi rossi e gonfi. Probabilmente aveva pianto. Dopo una doccia veloce, indossò il costume da bagno viola decorato con paillettes e un caftano variopinto. Prese la borsa per il mare e con noncuranza, gettò dentro delle creme solari, un telo e le ciabatte infradito. Si sistemò gli occhiali da sole sulla testa ed uscì dalla camera.

«Buongiorno zia» disse ed andò direttamente in cucina ad aprire il frigo per cercare dell’acqua fresca da portare al mare e qualche frutto.

«Cosa ti succede questi giorni? Ti vedo assente» le domandò Daniela raggiungendola in cucina. Si accorse che l’allegria della ragazza era scomparsa nell’ultimo periodo.

«Sono solo un po’ stanca, non preoccuparti» disse abbozzando un sorriso ma i suoi occhi, non sorridevano.

Prese una merendina dalla ciotola sopra il tavolo «A stasera, buona domenica» disse ed uscì.

Daniela non era convinta da ciò che le disse Francesca, si vedeva che non stava bene, decise di far sapere ad Elga che ultimamente sua figlia appariva strana.

Città metropolitana di Milano. Ore 14.55 Sede della Fondazione Indigo.

Ivan non appena rientrò alla sede si diresse nel suo appartamento privato situato al piano superiore della fondazione e vide che Valeria era ferma in piedi dinanzi al camino elettrico mentre beveva un bicchiere di vino rosso.

«Tu saresti Carmela…»

«Probabilmente sì, ho avuto un nuovo flashback dove ho visto il volto di un uomo che mi tirava fuori dalle macerie, ma non ti so dire chi potrebbe essere» si voltò verso di lui e lo guardò in modo interrogativo «Chi era Carmela?» aggiunse.

«Sei la sorella di Carlo, l’uomo delle foto del tuo album e figlia di Alida la donna che hai ricordato la scorsa volta. Non c’è dubbio, sei tu Carmela, non devi parlare di te al passato. Rimane da scoprire chi è l’uomo che ti ha salvata» Ivan era soddisfatto per questa scoperta, non poteva esserci una notizia migliore per lui in quel momento.

«Sai se avevo dei figli e un marito?» domandò in pensiero. Le premeva sapere se avesse una famiglia propria per provare a ricontattarli, nel caso.

Ivan parve infastidito da quella domanda e si apprestò a negare, la sua risposta non suonò sincera.

«Mi domando perché mi è stato cambiato il nome. L’uomo che mi ha salvata non capisco che interesse avesse a nascondere la mia identità. Non ha lasciato scritto nemmeno il suo nome per contattarlo e ringraziarlo. Mi ha lasciato solo l’album con le foto di Carlo…» la sua voce sfumò in un tono basso e risentito, avrebbe voluto conoscere la persona che le aveva salvato la vita.

«Ora non importa. L’importante è che tu sei viva e inoltre, sei parte della famiglia Fontana, significa che il diamante regina della notte ti spetta di diritto più di chiunque altro e non solo» la sua voce fiera fece correre un brivido lungo la schiena a Valeria.

«Ho parlato con Elga e anche lei mi ha confermato la mia identità, inizialmente non ho creduto alle sue parole e l’ho trattata in modo molto crudo. Ho pensato che stesse mentendo. Ha accennato ad un rapporto di profondo rispetto e stima che c’era fra me e lei» era risentita per essersi rivolta a lei in modo sgarbato.

«Sí andavate molto d’accordo, ma ora le cose sono cambiate» rispose duramente cercando di lasciar perdere il discorso su Elga.

Dario era nel suo studio alla sede della Fondazione Indigo mentre lavorava al computer e ripensava ancora ad Elga. Non poteva sopportare che lei fosse già fidanzata, ora che Carlo non c’era sarebbe potuto divenire il suo partner come aveva sempre desiderato. Nello sguardo della donna era ancora presente una piccola scintilla di passione nei suoi confronti, ne era certo. Aveva ancora la morbidezza e il sapore delle labbra della donna sulle sue e avrebbe venduto la sua anima pur di baciarla ancora una volta e farla sua. Udì il suono di una notifica e vide di aver ricevuto una mail da parte dell’indirizzo tanto atteso. Lesse il testo velocemente, ciò che vi era scritto lo lasciò sconvolto, dopo aver copiato il testo su una scheda SD prima di cancellarlo, mandò una mail all’indirizzo di Elga.

Città metropolitana di Milano. Giardini pubblici. Ore 15.30

Alex ed Elga passeggiavano nei giardini e appena udì il suono del cellulare, sbuffò seccata.

«Vuoi andare via?» domandò Alex stranito vedendo l’espressione infastidita sul volto di lei pensando che fosse dovuto alla noia.

«No, ho sentito una notifica» rispose ed estrasse nervosamente il telefono dalla borsa, sbloccò lo schermo e guardò chi fosse, era una mail da parte di Dario che le scrisse di presentarsi al bar in piazza dove gli avrebbe rivelato ciò che gli aveva confessato Vincenzo. Elga non voleva interrompere l’ultimo giorno che avrebbe trascorso con Alex, decise di non rispondergli per il momento e spense il telefono, almeno ora avrebbe voluto mettere il passato da parte per vivere il presente, nonostante fosse curiosa di sapere cosa avesse da dirle.

«Era Dario il mio ex socio, ha contattato Vincenzo e ha parlato con lui. Risponderò più tardi, non voglio interrompere il nostro momento insieme per niente al mondo.

Alex annuì «Ci sono cose importanti nel presente che devono essere ancora rivelate» dalla tasca interna della giacca nera, estrasse un piccolo cofanetto rivestito di tessuto blu notte e prima di aprirlo, posò la mano su quella di Elga accarezzandola dolcemente, procurandole uno spasimo di piacere al contatto col calore della mano forte di Alex.

«Fin dal giorno che ti ho conosciuta ho sempre pensato che saresti stata la donna della mia vita e voglio vivere per sempre al tuo fianco, amore mio, vuoi condividere la tua vita con me? » disse con voce calda, ed aprì il cofanetto rivelando un prezioso solitario d’oro bianco con un piccolo diamante al centro. Elga trasalì per lo stupore, le parve di essere ritornata ai tempi del suo fidanzamento con Carlo, non si aspettava di rivivere nuovamente un momento così carico di emozioni. Pareva così sincero che lei si sentì invadere da una felicità travolgente, eppure la paura di cedere ad una nuova storia importante, la trattenne.

Alex parve leggere la perplessità sul viso della donna «Non voglio forzarti, se non ti senti ancora pronta per compiere questo passo, aspetterò» sorrise.

Gli occhi di Elga colmi di stupore, brillavano come stelle, un nodo di commozione e di gioia le bloccò la gola. Non parlò subito, e quando lo fece cercò di rendere ferma la voce.

«Sì, certo che sono pronta » assentì con decisione.

Lui fece un risolino breve e trattenuto di felicità.

37 commenti Aggiungi il tuo

  1. eleonora zizzi ha detto:

    Grazie per la condivisione! Bella storia!😊🤗

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buongiorno! 🥰 Grazie mille di cuore!!! 🥰😘❤️💖

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  2. Alessandro Gianesini ha detto:

    Non oso immaginare come sarebbe stato in un unico blocco! 😅

    Due annotazioni:
    – bellissimo il disegno, sempre più brava!
    – racconto avvincente, ma anche stavolta hai scordato le “location” 😉
    (rimedia nel pdf, mi raccomando…)

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    1. Yleniaely ha detto:

      Grazie mille di cuore!!! 🥰😘
      E vero le location!!! 😱 La mia capoccia sta dando i numeri a causa del caldo…😅
      Il racconto sul PDF sarà più dettagliato qui mi sto limitando (a fatica) all’essenziale per non creare un lenzuolone! 🤣🤣🤣

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        AIUTO! Ho già paura! 😱😱😱

        🤣🤣🤣

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      2. Yleniaely ha detto:

        🤣🤣🤣 Ieri ho iniziato la stesura del PDF è già conta 75 pagine! 😱
        E siamo appena a metà! 😃😜🤪

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      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        A parte gli scherzi, pensaci bene e sfronda le parti che possono essere ridondanti o superflue: il lettore (io) te ne sarà grato se non gli ripeti più volte le stesse cose (consiglio gratuito 😉)

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      4. Yleniaely ha detto:

        Okkk 👍👍👍 rimedio immediatamente! 😉 Grazie mille!!! 😘❤️

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      5. Alessandro Gianesini ha detto:

        E’ un consiglio che danno tutti gli scrittori, non io! 😉

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      6. Yleniaely ha detto:

        🥰🥰🥰😘❤️ Sono tutti preziosissimi consigli!!! 😃❤️

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      7. Alessandro Gianesini ha detto:

        😉❤

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  3. elenaelaura ha detto:

    Racconto sempre più bello e riassunto utilissimo per non perdere mai il segno… Brava!☺️☺️

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buongiorno! 🥰 Grazie mille di cuore!!! ❤️❤️❤️ Presto la nuova parte ricca di colpi di scena! 😉😃

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  4. Gianluca Brescia ha detto:

    Letto tutto d’un fiato 😊🤗 sei bravissima Ylenia Ely 😘 Il disegno di Valeria mi ha stupito molto perché sembra una fotografia 😃
    Attendo la parte 2 😉📖

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buongiorno! 🙋 Grazie mille di cuore!!! 🥰 Ho scelto di disegnare una figura completa per vedere l’aspetto fisico del personaggio, ultimamente mi ispirano di più i disegni a figura intera! 😃👍
      A breve la seconda parte piena di colpi di scena! 😉😘

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      1. Gianluca Brescia ha detto:

        Figurati 😘❤ il disegno mi piace molto perché si riesce a cogliere tutto il personaggio. Spero di essere stato chiaro 😅 Mi piacerebbe vedere anche un disegno con la stessa tecnica per Elga 🙂
        La parte 2 uscirà oggi? 😃

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      2. Yleniaely ha detto:

        Il prossimo disegno sarà una figura intera proprio dedicato ad Elga 😉🥰
        Penso domani, al massimo venerdì, è un po’ complicata questa parte perché accadono un bel po’ di cose 😄😃👍

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      3. Gianluca Brescia ha detto:

        Bene 😀 sono molto curioso 😊
        Va bene! Non ti metto fretta, scrivi con calma 🤗

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      4. Yleniaely ha detto:

        🥰😘❤️❤️❤️🤗

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  5. linienspiel ha detto:

    Great illustration! I’m curious to see what happens next. A very big hug! 🤗❣🌷

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 🥰❤️ Thank you so much for your fabulous comment!!! 😘😍
      I send you a very big hug full of affection!!! 🤗❤️❤️❤️💐💕

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  6. ►pierremonarts ha detto:

    What a beautiful drawing !

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    1. Yleniaely ha detto:

      Thank you infinitely from my heart!!! 😍😘❤️ Thank you so much for your fabulous comment!!! 🥰🥰🥰
      I send you a very big hug full of affection!!! 😘🤗❤️

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  7. silvia ha detto:

    Mah….non mi convince sto Alex, speriamo bene 😉

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    1. Yleniaely ha detto:

      Buon pomeriggio Silvia! 🥰😘❤️ C’è un segreto misterioso che lo lega agli antagonisti, chissà a che gioco sta giocando! 😃👍 Colpi di scena in arrivo! 😉

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  8. Roser ha detto:

    😍😍 ¡Muy bonito!

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    1. Yleniaely ha detto:

      ¡Hola! 🙋🥰 Te agradezco infinitamente con todo mi corazón, estoy muy feliz!!! 😍💕❤️
      Muchísimas gracias!!! ❤️❤️❤️
      Un abrazo muy fuerte lleno de cariño!!! 😘🤗❤️

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciaooo!!! 🥰♥️ Grazie mille di cuore!!! ♥️😘
      Un forte abbraccio pieno d’affetto!!! 🤗♥️💖😘

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  9. Nonna Pitilla ha detto:

    Carissima sono arrivata a leggere e devo dirti prima di tutto che il tuo disegno è bellissimo! Poi concordo un po’ con Alex, la location è molto importante per il lettore che deve orientarsi, e forse si potresti sfrondare un po le descrizioni che a volte appesantiscono, ma direi nel complesso un bel lavoro! Sai mio nipote ha pubblicato diversi libri e mi dice sempre “il meno è meglio” , ma io scrivo versi e so ben poco del come scrivere romanzi! Brava!!

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    1. Yleniaely ha detto:

      Ciaoo! 🥰 Grazie mille di cuore!!! Grazie mille per il consiglio, a volte mi lascio trasportare troppo dalla scrittura e dall’emozione nel descrivere 🤣😉👍

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      1. Nonna Pitilla ha detto:

        Ci credo deve essere entusiasmante!

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      2. Yleniaely ha detto:

        😃👍 Ho corretto ora la location del finale di questo capitolo perché ero in difficoltà con la stesura del seguito, prima era ambientata al ristorante ora ai giardini pubblici 😉

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      3. Yleniaely ha detto:

        🥰🥰🥰♥️

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